Tasse sulla casa. Il Codacons denuncia: tasse aumentate del 177% in 3 anni. Rienzi: Imu e Tasi imputati”

Carlo Rienzi (Codacons):”Sul banco degli imputati Imu e Tasi”
Roma, 28 agosto 2015 – Il Codacons, Coordinamento delle Associazioni per la Difesa dell’Ambiente e dei Diritti degli Utenti e dei Consumatori, denuncia l’aumento esponenziale delle tasse sulla casa.

[easy_ad_inject_1] I proprietari italiani si sono visti aumentare le tasse sulla casa del 177% in 3 anni a causa di Imu e Tasi. In soldoni gli italiani hanno dovuto sborsare 16 miliardi di euro in più per le abitazioni di proprietà passando dai 9 miliardi di euro pagati nel 2011 ai 25 miliardi nel 2014, con un incremento del 177%. “Sul banco degli imputati vi sono l’Imu e la Tasi, che hanno portato non solo ad una forte crescita della tassazione sulla casa, ma anche ad un maggior esborso a carico di chi possiede abitazioni di basso valore” spiega il presidente del Codacons Carlo Rienzi che ha dichiarato:

“Sul banco degli imputati vi sono l’Imu e la Tasi, che hanno portato non solo ad una forte crescita della tassazione sulla casa, ma anche ad un maggior esborso a carico di chi possiede abitazioni di basso valore. Ciò ha determinato ripercussioni negative sul valore degli immobili e un vero e proprio crollo delle compravendite sul territorio, diminuite del 27% tra il 2010 e il 2014”.

Tuttavia con un comunicato il Codacons si ricollega alle parole di Renzi che vuole abolire Tasi e Imu e fa sapere che “L’eliminazione della Tasi e dell’Imu per tutti potrebbe trasformarsi in un boomerang a danno dei contribuenti, i quali potrebbero subire come conseguenza un inasprimento della pressione fiscale locale. Lo afferma il Codacons, commentando l’annuncio odierno del Premier Matteo Renzi.

“Siamo senza dubbio favorevoli alla totale eliminazione dell’Imu e della Tasi, tasse ingiuste e discriminatorie – spiega il Presidente Carlo Rienzi – ma il vero problema è quello delle coperture: le due imposte, infatti, garantiscono entrate superiori ai 25 miliardi di euro annui. Se i Comuni vengono privati di tale risorsa, e se dallo Stato centrale non arriveranno soldi sufficienti a coprire il “buco” prodotto dalla cancellazione di Imu e Tasi, le amministrazioni comunali reagiranno aumentando la tassazione locale, come sempre avvenuto negli ultimi anni”.

“Il rischio concreto è quindi quello di una beffa a danno dei contribuenti – prosegue Rienzi – Si eliminano le due tasse ma si aumentano tutte le altre imposte locali, situazione che potrebbe portare i cittadini a pagare addirittura di più rispetto l’attuale tassazione”.

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Autore: Donato Paolino

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