Terremoto 7.8 in Ecuador si aggrava il bilancio: 413 morti e 2.500 feriti. WFP invia convoglio con assistenza alimentare

E’ una vera e propria tragedia nazionale quella che si profila in Ecuador man mano il bilancio dei morti viene aggiornato. E’ di almeno 413 morti e 2.500 feriti l’ultimo bilancio ufficiale del forte terremoto di magnitudo 7.8 che ha colpito il Paese sud Americano sabato scorso.

Intere località sono rase al suolo e si stimano danni per miliardi di dollari.

Il violento sisma ha colpito soprattutto la zona nordoccidentale della costa ecuadoriana circa 170 chilometri dalla capitale Quito, una regione poco popolata e nota per le sue spiagge. “Ci vorranno mesi e anni per ricostruire tutto questo, e costerà miliardi di dollari”,ha commentato il presidente Rafael Correa.

Secondo il servizio geologico degli Stati Uniti (USGS) l’epicentro del sisma è stato a 27 km a sud-est di Muisne, a una profondità di 19 km.

Il forte sisma ha fatto tremare anche il Nord del Perù e si è sentito con forza anche nel settore meridionale della Colombia.

I media locali riferiscono di crolli a Guayaquil e in sei province dove è stato da subito dichiarato lo stato di emergenza. La zona più colpita è quella sulla costa nella provincia di Esmeraldas.

Circa 100 detenuti sono evasi da una prigione di El Rodeo, nella città di Portoviejo che si trova a sud dell’epicentro del sisma dopo il crollo di un muro dovuto al sisma. Lo ha fatto sapere il ministro dell’Interno, José Serrano citato dalla stampa locale.

Il presidente ecuadoriano Rafael Correa, appena rientrato nel suo Paese da Roma, ha parlato di “tragedia enorme”.

Correa si è recato immediatamente nelle zone più colpite: “Temo – ha affermato, parlando del bilancio – che questa cifra aumenterà”. “Il dolore è molto grande, la tragedia è molto grande, ma sapremo guardare avanti”.

Stato di emergenza in sei province. mobilitati 10mila soldati – Correa ha dichiarato lo stato di emergenza in 6 delle 24 province del Paese (Guayas, Manabi, Santo Domingo, Los Rios, Esmeraldas e Galapagos), mentre sono già stati mobilitati 10mila soldati e 4.600 poliziotti nelle città devastate dal sisma dove i soccorritori hanno molte difficoltà a raggiungere le numerose persone intrappolate tra le macerie.

Renzi: “Italia pronta ad aiutare” – Il Premier italiano Matteo Renzi in un tweet ha scritto: “La nostra protezione civile a disposizione per aiutare l’Ecuador e il suo popolo”, e sottolinea che il Dipartimento “è già in contatto con Bruxelles”.

Caritas Italia già stanziati 100mila euro –
Caritas Italia ha stanziato 100 mila euro per l’emergenza in Ecuador. Oxfam ha annunciato di “essere al lavoro, con una squadra sul campo, per valutare l’entità dei danni e decidere le prime misure d’intervento” in accordo con il governo.

Il Programma Alimentare Mondiale delle Nazioni Unite (WFP) ha inviato un convoglio con assistenza alimentare sufficiente per 8.000 persone tra le più colpite dal sisma di magnitudo 7,8 che ha colpito la costa dell’Ecuador, causando oltre 400 vittime e migliaia di persone in un disperato bisogno di assistenza umanitaria.
Su richiesta del governo dell’Ecuador, il WFP insieme alle autorità hanno organizzato camion con cibo sufficiente a sfamare 8.000 persone per 15 giorni nelle zone più colpite. Kit di assistenza alimentare d’emergenza erano già pronti essendo stati preparati come misure di preparazione ai disastri intraprese nella regione per affrontare l’impatto di El Niño.
“Questa prima consegna di assistenza alimentare sarà molto importante quanti stanno affrontando enormi difficoltà”, ha detto Kyungnan Park, Rappresentante WFP in Ecuador. “Il WFP è stato pronto a mettersi rapidamente in moto per questa emergenza grazie agli sforzi congiunti con il governo ecuadoregno nella preparazione alla risposta al fenomeno climatico di El Niño, che sta al momento colpendo il paese.

I kit di assistenza alimentare sono stati messi a punto dal WFP e dal Segretariato per la Gestione del Rischio del paese mesi fa e fanno parte della preparazione d’emergenza per programmare il più efficace tipo di assistenza per quanti vivono nelle aree costiere. I kit comprendono quinoa, riso, pasta, tonno, avena e lenticchie.

Ulteriore assistenza alimentare sarà consegnata a 12.000 persone e a oltre 1.000 pazienti di ospedali anch’essi colpiti dal terremoto e se ne fornirà altra, su richiesta del governo, man mano che arriveranno informazioni aggiuntive sull’ampiezza dei danni e sulle necessità alimentari.

Il WFP ha anche mobilitato un team di emergenza nelle aree colpite dal terremoto per determinare le condizioni di sicurezza alimentare e umanitaria.
L’Unione Europea mobilita la protezione civile su richiesta dell’Onu – L’Alto rappresentante Ue Federica Mogherini e il commissario per gli aiuti umanitari e la gestione delle crisi Christos Stylianides, hanno fatto sapere che “su richiesta dell’Onu, l’Ue ha attivato il sistema di protezione civile europeo per fornire tutto l’aiuto possibile all’Ecuador. I Paesi che partecipano al sistema stanno valutando quale tipo di sostegno e assistenza mettere a disposizione”.

Autore: Donato Paolino

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