Terrorismo. Matteo Renzi: più risorse per la sicurezza, contro Isis non servono leggi speciali

Roma, 19 novembre 2015 – “Più risorse alla sicurezza, a partire da quelle periferie degradate che, spesso, divengono culla del terrorismo”, lo ha detto il premier Matteo Renzi intervistato da Sky Tg24 sui fatti di Parigi.

[easy_ad_inject_1]Il presidente del consiglio esclude che ci siano rischi concreti di attacchi terroristici per il nostro Paese ma è imperativo, dice, adottare una strategia concreta ed efficace contro il rischio attentati.

In materia di sicurezza, ha spiegato il premier, saranno stanziati più fondi. “Chiedo una maggior apertura e collaborazione della politica perché in questo momento serve innanzi tutto una cyber security. Una banca dati condivisa e telecamere è uno dei temi che sicuramente va affrontato”, ha detto Renzi.

Alla domanda della giornalista se in Italia investiremo di più in sicurezza, il premier ha sottolineato che nella legge di stabilità 2016, che si sta votando, erano già stati previsti più soldi del 2015.

“Noi abbiamo dato la disponibilità del Parlamento, nel passaggio da Senato a Camera, quindi nei prossimi 15 giorni, di verificare, possibilmente tutti insieme, se possiamo mettere più denaro. La cosa che io ho proposto alle forze politiche è: abbiamo già messo più soldi perché ci sono una serie di partite di bilancio che abbiamo aumentato, ma se vogliamo fare un’operazione tutti insieme, diamo un segnale che questa è un’operazione fatta da tutta Italia, del Paese. E devo dire che molte delle reazioni avute in questo periodo, anche dalle opposizioni, mi sembrano improntate a criteri di buon senso. A me sembra che il clima nel mondo politico italiano abbia preso atto che si debba andare avanti tutti insieme, salvo qualche polemica iniziale. La settimana prossima farò una proposta a tutte le forze politiche per un investimento ulteriore, che non può essere semplicemente considerato solo di sicurezza ma anche recupero di determinate realtà periferiche”

ha detto Renzi.

Per quanto l’azione politica contro il terrorismo, il presidente del consiglio ha escluso in modo categorico una modifica costituzionale su questo tema.

“Abbiamo fatto delle leggi più dure in questo anno, mandando via dall’Italia 55 estremisti o presunti estremisti perché si sono permessi di dire o di scrivere qualcosa su Facebook o Twitter. Noi monitoriamo costantemente le persone, li abbiamo espulsi e continuiamo con il pugno di ferro a verificare caso per caso, tenendo sotto controllo i centri di aggregazione più rilevanti. Abbiamo evidentemente un lavoro di intelligence che io giudico positivo. Non credo che in questo momento la priorità siano le leggi speciali, come furono ai tempi del terrorismo. Non escludo delle modifiche normative per consentire in modo più immediato i tempi tecnici di intervento. Se l’intelligence può avere qualche arma in più al proprio arco è bene darla, nel senso che se si può fare qualche intervento speciale in più è un bene”

ha spiegato il premier Matteo Renzi.

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Autore: Vincent Dimaggio

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