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Test Medicina 2015: i quesiti e le critiche degli studenti: “i corsi a numero chiuso continuano a crescere”

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Roma, 9 settembre 2015 – I test di ammissione ai Corsi di Laurea di Medicina e Chirurgia, Odontoiatria, Veterinaria e Architettura per l’anno accademico 2015/2016 nei quali sono impegnati ben 79.451 ragazzi che si devono contendere 9.530 posti per Medicina, 792 per Odontoiatria, 717 per Veterinaria, 7.802 per Architettura suscitano non poche critiche.

[easy_ad_inject_1] La prova (per alcuni lotteria italia) che i ragazzi dovevano superare consisteva nel rispondere a 60 quesiti in 100 minuti. Tra le domande il luogo dell’Expo 1900 (Parigi) o su chi non sia mai diventato presidente della Repubblica (come Giovanni Spadolini). Più altre 58 domande di cultura generale, chimica e biologia e ovviamente medicina.

Manifestazioni di protesta sono state organizzate a Roma, Napoli, Milano, Torino, Bologna, Bari, Salerno, L’Aquila, Campobasso, Pisa, Siena, Ferrara, Padova, Udine e Trieste.

Gianluca Scuccimarra, coordinatore dell’Unione degli Universitari dopo il blitz notturno al Miur spiega : “Dalla nostra indagine sui dati ministeriali e degli Atenei, emerge chiaramente che i corsi a numero chiuso, nazionale o locale, continuano a crescere. Ormai quasi la metà dei corsi di laurea di tutta Italia sono ad accesso programmato, ma nel frattempo le nostre Università perdono migliaia di iscritti ogni anno. È un paradosso tutto italiano: perdiamo iscritti e immatricolati di continuo, e invece di cercare di recuperarli, allarghiamo il numero chiuso e impediamo il libero accesso ai corsi. E questo in barba agli obiettivi europei di aumentare il numero dei giovani laureati fino al 40%, quando siamo fermi al 20%”.

Alberto Irone Portavoce della Rete degli Studenti Medi dichiara che “Scuola e Università non sono due percorsi scissi. Combattere il calo di iscritti all’università e la dispersione dopo il primo anno di studi parte necessariamente da una riforma del percorso di studi superiore”.

Riccardo Laterza, portavoce nazionale della Rete della Conoscenza, ha dichiarato che “se questa situazione non dovesse mutare, nei prossimi anni vedremo uno squilibrio pesantissimo tra pensionamenti nel settore medico e l’ingresso di giovani specializzandi, andando a ledere direttamente un diritto fondamentale come quello alla salute”.

Alberto Campailla, portavoce di Link ha dichiarato: “Mentre aspettiamo di conoscere quelle che saranno le intenzioni di riforma dell’Università da parte del governo Renzi ci troviamo ad assistere ancora una volta ad un test assolutamente iniquo, che, nonostante le promesse del Ministro, va a confermare la tendenza ad una progressiva chiusura dei corsi universitari”.

Danilo Lampis, coordinatore nazionale dell’Unione degli Studenti ha dichiarato: “Così come con la Buona Scuola abbiamo visto l’attuazione di un modello formativo totalmente subalterno all’attuale modello di sviluppo così il rafforzamento delle restrizioni all’accesso dei corsi universitari ci dimostrano come il sistema di formazione universitaria, oggi stia recependo passivamente quelle che sono state le politiche recessive attuate negli scorsi anni in materia di welfare”.
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Vincent Dimaggio
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