Suicidio Tiziana Cantone. La madre accusa l’ex fidanzato. 4 indagati

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Novità arrivano a due giorni dalla morte per suicidio di Tiziana Cantone, la 31enne napoletana che ieri si è tolta la vita probabilmente per dei video hard diffusi in rete. Sul caso dovrà fare luce la giustizia e per la precisione la Procura di Napoli che ha aperto un fascicolo con l’ipotesi di reato di “induzione al suicidio”. Sono indagati per diffamazione dalla Procura di Napoli i quattro uomini cui Tiziana Cantone inviò il video porno. Il procuratore aggiunto Fausto Zuccarelli e il sostituto Alessandro Milita procedono anche per il reato di violazione della privacy. Intanto la madre di Tiziana, accusa l’ex fidanzato che al momento non sarebbe indagato.

Secondo quanto si apprende, Tiziana, residente nella provincia di Napoli, figlia del gestore di un bar, aveva perso il lavoro e non poteva più mostrarsi in pubblico. Tutto a causa della diffusione via internet da parte di suoi conoscenti di alcuni video hard che ritraevano la giovane.

Il tutto nonostante un giudice aveva dato ragione obbligando alcuni social, come Facebook, a rimuovere video, commenti, apprezzamenti e al pagamento delle spese per una cifra pari a 320 euro. Secondo quanto si legge su La Repubblica, non solo i video hard che la ritraevano non sarebbero mai stati rimossi, non solo il diritto all’oblio non l’ha ottenuto, ma Tiziana era stata a sua volta condannata a rimborsare le spese legali a cinque siti per, complessivamente, circa 20mila euro. Il danno e la beffa dunque, e lei non avrebbe più retto.

Saranno dunque gli inquirenti a fare luce sulle cause che avrebbero indotto Tiziana ad uccidersi.

Il giudice: nessun diritto all’oblio – Tiziana Cantone non era riuscita ad aver riconosciuto il diritto all’oblio. Per il giudice del Tribunale di Napoli Nord a cui Tizia si era rivolta “Nel caso di specie non si ritiene che rispetto al fatto pubblicato sia decorso quel notevole lasso di tempo che fa venir meno l’interesse della collettività” ha scritto il magistrato nella motivazione della decisione.

Per l’avvocato di Tiziana, Roberta Foglia Manzillo, “Il silenzio rappresenta l’unico modo per rispettare la memoria di una giovane vittima dell’utilizzo distorto di internet e dei social network”.

La madre di Tiziana avrebbe rivelato che la condanna al pagamento delle spese processuali sarebbe stato il motivo scatenante del suicidio.
Inoltre il Messaggero pubblica giovedì alcune dichiarazioni della mamma che accusa l’ex fidanzato: «Tutto accadde poco prima delle vacanze natalizie dello scorso anno . Una notte Tiziana bussò a casa. Era ubriaca, sconvolta come non mai. Mi chiese di dormire da noi. Mi disse tra le lacrime che aveva litigato con il suo fidanzato. Mi raccontò che avevano fatto alcuni giochetti, e che tutto era stato ripreso con una videocamera o un telefonino. I video erano finiti in rete: subito erano diventati virali». E ancora «Tiziana – racconta la madre – mi confidò che il fidanzato l’aveva costretta a girare questi video con altri partner in più occasioni, perché provava piacere. L’unica concessione, consisteva nel fatto che Tiziana potesse scegliere il partner. Insomma – si dispera la donna – quest’uomo provava piacere a sapere mia figlia con un altro, e provava piacere nel guardare i video. Lui sapeva tutto». L’uomo sapeva anche di quel video «che tanto ha fatto del male a mia figlia, il suo ex ne era conoscenza».

Non indagato l’ex fidanzato di Tiziana – Non sarebbe indagato l’ex fidanzato della donna. Sono invece indagati dalla Procura i quattro uomini a cui è stato inviato il video a cui si contesta di avere pubblicato su Internet il video porno e di averlo commentato con frasi oscene. Gli atti potrebbero essere acquisiti nelle prossime ore dalla Procura di Napoli Nord, che dopo il suicidio di Tiziana ha aperto un fascicolo per induzione al suicidio.

Facebook si difende e con un comunicato fa sapere che il video della ragazza suicidatasi non era mai apparso sulle bacheche del social. “Siamo addolorati per questa tragedia e i nostri pensieri sono con la famiglia di Tiziana – si legge nel comunicato -. Ci preme sottolineare come i video non sono mai stati postati sulla nostra piattaforma e abbiamo bloccato l’accesso ai contenuti che ci sono stati notificati dalle autorità italiane in relazione a questo caso”.

Garante Privacy su video hard:” Più educazione web” – Il Garante della Privacy, Soro, è intervenuto sul caso di cronaca del suicidio di Tiziana: “Servono procedure di risposta più tempestive dalle diverse piattaforme. Ma è anche necessario che cresca il rispetto delle persone in rete”.”Il suicidio di Tiziana – aggiunge Soro- ripropone il tema della gogna cui la rete rischia di esporci senza adeguata consapevolezza della natura di spazio non circoscritto e degli effetti lesivi di una comunicazione violenta”.

Autore: Donato Paolino

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