Togliere il tatuaggio e Le 10 regole dell’Aicpe. Ecco I motivi che spingono le persone a rimuovere il tatuaggio

Roma, 3 luglio 2015 – Il tatuaggio è più che una moda già da qualche anno. Farsi segnare sulla pelle frasi importanti, o il nome del proprio compagno, o semplicemente per il gusto di farlo spesso può portare a pentimenti. Purtroppo togliersi il tatuaggio non è facile e in alcuni casi è addirittura impossibile. Inoltre una volta tolto potrebbe restare per anni un alone (tatuaggio fantasma) o anche per tutta la vita.

[easy_ad_inject_1]”Togliere un tatuaggio è molto più difficile che farlo, e non sempre è possibile riuscirci – dichiara Luca Siliprandi, chirurgo plastico vice presidente di Aicpe, Associazione Italiana di Chirurgia Plastica Estetica-. I tatuaggi si fanno spesso da giovani senza pensare che è un segno che ci accompagnerà per sempre. Molti si stufano, cambiano gusti e passioni e quindi decidono di cancellare il disegno o la scritta. Alcuni lo fanno per lavoro: non avere tatuaggi o piercing è obbligatorio per chi decide di entrare nell’esercito o corpi di polizia, carabinieri, finanza”.

Ecco le 10 regole da tener presente quando si vuole togliere un tatuaggio

1) Non sempre è possibile la completa scomparsa – “Il laser non sempre cancella del tutto il tatuaggio, così come la gomma cancella il segno di una matita; l’efficacia del trattamento dipende da colore, profondità, densità e tipo di pigmento e dal fototipo del paziente, cioè dal colore della sua pelle (bianca, olivastra, nera)» afferma Siliprandi.

2) La professionalità è tutto – Rivolgersi solo a professionisti esperti del settore, in grado di proporre tecniche moderne. “Al momento la tecnica più efficace è rappresentata dai laser q-switchati (laser Q-S), strumenti che producono un impulso laser di brevissima durata (nanosecondi, alcuni miliardesimi di secondo) – dice il vicepresidente di Aicpe -. Questo distrugge le cellule entro le quali sono accumulati i granuli di pigmento, spezzandoli in frammenti più piccoli (diametro variabile da 10 a 100 millesimi di millimetro) che vengono smaltiti nei liquidi corporei o da cellule migranti nel corso dei giorni e delle settimane successive. Ripetuti trattamenti, distanziati da un congruo periodo di tempo (in genere 45 – 60 giorni) per consentire la spontanea rimozione dei pigmenti, consentono di perseguire la progressiva scomparsa del tatuaggio”.

3) Scegliere bene il periodo dell’anno per farlo – Rimuovere un tatuaggio è un processo lungo e si necessita di diverse sedute distanziate di circa 6-8 settimane. Si deve evitare per almeno un mese l’esposizione della cute trattata al sole o a lampade abbronzanti e quando ci sono le prime esposizioni bisogna utilizzare creme a filtro solare ad alta protezione 30+-50+.

4) Difficile calcolare quante sedute saranno necessarie – Le sedute variano da tatuaggio a tatuaggio: possono bastare da 3 a 5 sedute di solito, mentre in quelli più difficili si arriva a 8-12 sedute. Dipende dal tipo di tatuaggio e anche dal colore: il verde, l’azzurro e soprattutto il giallo, sono molto difficili (a volte impossibili) da rimuovere, mentre il rosso, in alcuni casi, può scurirsi, per effetto di eventuali materiali ferrosi presenti nel pigmento.
Qulli più facili da eliminare sono i tatuaggi più vecchi perché il corpo ha già eliminato una parte del pigmento.

5) Più è grande il tatuaggio, più tempo sarà necessario – Una superficie di 4 centimetri di lato viene trattata in una decina di minuti. I tatuaggi cosmetici (sopracciglia, labbra, areole, camouflage di cicatrici) di colore rosa-marron-arancio, devono essere trattati con molta prudenza, effettuando test su piccole aree prima di procedere al trattamento completo, in quanto “contengono zinco e ossido di titanio e se trattati con il laser Q-S possono annerirsi irreversibilmente”, dice lo specialista di Aicpe.

6) Un lavoro lasciato a metà è un lavoro lasciato a metà – Il paziente può interrompere il trattamento di rimozione in qualsiasi momento, consapevole però che in questo modo il lavoro non è completato.

7) Per belli apparire, bisogna soffire – Il trattamento con laser Q-S è doloroso. Per ridurre il dolore viene di norma applicata della crema anestetizzante 30 minuti prima della seduta e durante il trattamento applicato del ghiaccio sulla cute.

8) Più la pelle è scura, più difficile sarà la rimozione -“Chi ha la pelle olivastra, mulatta o nera o comunque di colore più scuro del tatuaggio da rimuovere corre un forte rischio di alterare la pigmentazione”, spiega Siliprandi -. La rimozione è sconsigliata anche a chi ha la tendenza a sviluppare cicatrici ipertrofiche o cheloidee, a chi presenta infezioni attive della pelle. Attenzione invece a terapie farmacologiche o con farmaci foto sensibilizzanti.

9) Il “post operatorio” – Dopo il trattamento si formano sulla pelle delle bollicine. Bisogna trattare la pelle con unguenti antibiotici e applicare una medicazione occlusiva con garza vaselinata per uno o due giorni, fino alla formazione delle croste.

10) La “sindrome” da tatuaggio fantasma – Infine, si deve sapere che, in corrispondenza del tatuaggio rimosso, potrebbe rimanere una sorta di ombra chiamata “fantasma del tatuaggio”. Può durare alcuni anni o anche per sempre.

Quali sono i motivi che in genere portano a decidere di cancellare un tatuaggio?
Ezio Maria Nicodemi, chirurgo plastico dell’Istituto dermopatico dell’Immacolata, di Roma, in una intervista a Dica 33 ci ricorda i motivi più frequenti che porta le persone a togliere un tatuaggio : “In genere, quando ci sono dei cambiamenti importanti. Le donne, per esempio, che hanno il tatuaggio sulla pancia o sull’addome, in vista di un figlio, in genere chiedono di cancellare il tatuaggio che andrebbe incontro a un’alterazione. In gravidanza, a differenza dell’aumento di peso che interessa tessuti adiposi più profondi del derma, si verifica una dilatazione cutanea, soprattutto negli ultimi mesi, provocando le classiche smagliature che alterano il disegno del tatuaggio. Tuttavia, anche chi deve accedere a concorsi per entrare nelle forze dell’ordine non deve avere segni di riconoscimento sulla pelle. Ma tra le fila dei pentiti ci sono anche coloro che si erano fatti tatuare il nome del partner di una storia conclusa, oppure persone che vogliono modificare un tatuaggio già esistente.”

 

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Autore: Vincent Dimaggio

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