Torino. Medico legale in manette: certificazioni false per prepensionamento dipendenti pubblici

Torino, 3 febbraio 2016 – Quando le mazzette passano per i panini e le tangenti sono un male della società difficile da sconfiggere. E’ finito di nuovo nei guai il medico legale, già arrestato nel settembre scorso per il caso dei falsi invalidi. Enrico Quaglia è stato, infatti, di nuovo arrestato dai carabinieri del Nas di Torino che hanno eseguito nei suoi confronti un’ordine di custodia cautelare in carcere, emesso dal Gip Alessandra Pfiffner, su richiesta della Procura della Repubblica di Torino, con l’accusa di corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio.

I fatti risalgono proprio a settembre del 2015. Da quanto emerge dalle indagini, ad incastrare il medico legale sarebbe stato un panino contenente una mazzetta di duemila euro. Il medico è stato, infatti, ripreso dalle telecamere, installate nell’ufficio del presidente della commissione di verifica del Ministero dell’Economia, mentre consegnava il panino a Enrico Maggiore, presidente della commissione di verifica del Ministero dell’Economia. Un panino particolare che non conteneva insaccati o altro ma una somma destinata all’emissione di certificazioni false, o parzialmente false, volte a far ottenere pensionamenti anticipati a dipendenti pubblici per patologie invalidanti.

Dalle indagini sarebbe inoltre emerso che per ogni pratica Quaglia incassava 5mila euro, di cui mille andavano a Maggiore, utilizzando la tecnica del panino. In totale sarebbero 592 le pratiche false accertate dal 2005 al 2015.

“L’articolato disegno criminoso reiterato nel tempo, consisteva nel veicolare alle sedute della commissione presiedute da Maggiore, i clienti procurati da Quaglia, al fine di far loro ottenere una falsa attestazione di incompatibilità della condizione lavorativa con lo stato di salute”

spiegano i carabinieri del Nas.

Ciò permetteva a Maggiore, già arrestato nel settembre scorso, un’ampia discrezionalità nell’individuazione della patologia invalidante che consentiva ai dipendenti di ottenere una falsa certificazione di incompatibilità della condizione dello stato di salute con il lavoro, anticipando il pensionamento.

L’indagine dei carabinieri del Nas ha avuto inizio da una segnalazione circa un insegnante che era riuscito ad ottenere il prepensionamento a causa di alcune patologie invalidanti incompatibili col servizio che però conduceva una vita non compatibile con quanto certificato.

I magistrati della Procura di Torino, Gianfranco Colace e Laura Longo, che si occupano del caso dei falsi invalidi di Torino, hanno anche chiesto il sequestro dei beni di Quaglia e Maggiore, rispettivamente per un 1 milione e 100 mila euro e per 600 mila euro.

Autore: Donato Paolino

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