Tragedia 700 migranti. Medici senza frontiere: “subito canali umanitari”

migranti

Palermo, 20 aprile 2015 – Anche Medici Senza Frontiere da il suo sostegno alla grave sciagura del mare che ha visto ieri la morte di 700 migranti a nord della Libia per il ribaltamento del peschereccio su cui erano ammassati come sardine.

Giudicata la strage di disperati come la più grave della storia del Mediterraneo, ben più grave dei 400 morti al largo di Lampedusa nel 2013, Medici Senza Frontiere, organizzazione internazionale privata che lavora per portare soccorso sanitario ed assistenza medica nelle zone del mondo in cui il diritto alla cura non è ritenuto garantito, chiede di aprire canali legali e sicuri per raggiungere protezione in Europa per i migranti. In questo modo si potrebbe tagliare alla radice il problema dei barconi, affare gestito da criminali e che frutta milioni di dollari oltre a mietere continuamente vite innocenti.

[easy_ad_inject_1]Ne è convinto Loris De Filippi, presidente di Medici Senza Frontiere (MSF) che parla senza mezzi termini di fossa comune scavata nel Mar Mediterraneo con la responsabilità dell’Europa che con la sua politica continua a far rischiare la vita a migliaia di disperati. De Filippi chiede che gli stati membri ripristinino le operazioni di soccorso e ricerca ma anche di più: fare azioni “proattive” il più vicino possibile alle coste libiche.

“Settecento morti in un giorno sono i numeri di una guerra, una catastrofe umanitaria che è ormai sotto gli occhi di tutti. Ma l’Europa non fa nulla per fermarla. Per questo scenderemo in mare in prima persona per salvare quante più vite possibile. Solo aprendo canali legali e sicuri per raggiungere protezione in Europa potremo evitare altre migliaia di morti in mare. Ma come organizzazione medico-umanitaria non possiamo più aspettare.” ha dichiarato.

De Filippi ha inoltre annunciato che Medici senza frontiere inizierà una specifica attività di ricerca in mare in collaborazione con il Moas (Migrant Offshore Aid Station- postazione di aiuto in mare ai migranti).

Inoltre è necessario recidere alla radice la necessità che molti disperati hanno di raggiungere clandestinamente le coste italiane ed europee: la soluzione sarebbe creare vie legali e sicure perché i profughi possano raggiungere l’Europa senza dover pagare criminali e senza dover andare a morire nel Mediterraneo.

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Autore: Donato Paolino

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