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Bimbo morto nell’ascensore della metro a Roma. 3 indagati per omicidio colposo

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Roma, 11 luglio 2015 – Ci sarebbero tre persone denunciate per la morte del piccolo Marco precipitato ieri nel vano ascensore della stazione Furio Camillo della metro di Roma. Secondo quanto si apprende, si tratta di un addetto Atac e di due vigilantes denunciati per concorso in omicidio colposo.

[easy_ad_inject_1] La tragedia che sta ancora scuotendo le coscienze per una piccola vita morta in questo modo incredibile è accaduta a Roma, nella stazione Furio Camillo della metro A.

La ricostruzione: Il piccolo Marco era entrato nell’ascensore della metropolitana insieme alla sua mamma, Francesca, 43 anni, e ad altre persone quando all’improvviso l’impianto si è bloccato.
Il blocco dell’ascensore avrebbe provocato anche attacchi di panico e malori tra le persone rimaste nell’antro tra la strada e la banchina inferiore della metro.

Un addetto alla sicurezza si è prodigato per fare uscire le persone ed ha pensato di affiancare il secondo ascensore a quello bloccato: l’intenzione era buona, generosa. Aprendo infatti le porte dei due ascensori affiancati la gente bloccata nel primo ascensore avrebbe potuto agevolmente entrare nel secondo ascensore, quello funzionante, quello con l’addetto alla sicurezza che si era prodigato.

Purtroppo però tra le porte dei due ascensori c’era dello spazio vuoto e il bimbo, nell’attraversare lo spazio tra i due ascensori vi è caduto dentro facendo un volo di 10 metri.

I soccorsi: Sono intervenuti i vigili del fuoco per estrarre il piccolo dalla tromba dell’elevatore. Sulla strada erano pronti i soccorritori del 118. Ma è stato tutto inutile. Quel corpicino estratto dai Vigili del Fuoco era già privo di vita. Inutili, purtroppo, sono stati i tentativi di rianimarlo.

Il dolore della mamma: Sotto choc la madre Francesca, soccorsa dai sanitari. Il pensiero correva a quel bambino che non c’era più, la confusione e quel papà che in quel momento non sapeva di aver perso il figlio, papà Giovanni che con il piccolino e la moglie viveva felicemente in via Cesare Baronio, zona Appia e che in quel momento era al lavoro. I carabinieri l’hanno avvertito dell’incidente. Il dolore e lo choc hanno sono stati l’inevitabile di una morte contro natura.
“Me lo sono visto scivolare dalle mani – avrebbe detto sotto choc Francesca, la sua mamma, subito dopo la tragedia -. Perche’ proprio a me?”.

Le indagini: La Procura della Repubblica di Roma ha aperto un fascicolo per omicidio colposo e indagano i carabinieri che sul posto hanno rilevato le testimonianze e verificato la presenza delle telecamere presenti sul posto.

In un primo momento il procedimento, coordinato dal procuratore aggiunto Pierfilippo Laviani è stato contro ignoti. Poi oggi si è appreso dei tre indagati per omicidio colposo. I filmati delle telecamere sono stati messi a disposizione dei magistrati, comunica l’Atac, che ha nominato una commissione che affiancherà le indagini. “L’intervento che ha causato la tragedia poteva essere eseguito solo da personale specificatamente addestrato” per questo scopo”, dice l’Assessorato. –
L’Atac ha confermato che “Ci sono delle telecamere e il materiale è stato messo a disposizione della magistratura”.

Sul posto è giunto anche il Sindaco di Roma, Ignazio Marino che ha deciso di proclamare il lutto cittadino per il bimbo di 4 anni morto precipitando in un ascensore della Metro A.

“Sono stato a lungo con i genitori del piccolo Marco a cui ho portato l’abbraccio di Roma. Sulla dinamica dei fatti lascio i commenti alle autorità competenti, per rispetto alla famiglia. ” ha dichiarato Marino su Facebook “Ho deciso di proclamare il lutto cittadino per il giorno dei funerali”.

Il presidente della regione Lazio, Zingaretti, e gli organizzatore della Festa dell’Unità hanno annullato il dibattito previsto per ieri sera in segno di vicinanza alla piccola vittima.

Dichiarazione di Guido Improta, assessore alla Mobilità del Comune di Roma:“È una tragedia e basta: c’è un bambino morto e una persona coinvolta. Un’idea ce la siamo fatta: è un errore umano ma aspettiamo chi è preposto a fare i rilievi”, ha detto l’assessore intervistato dai giornalisti accorsi sul luogo dell’incidente “La dinamica dovrebbe essere questa, c’è stato un affiancamento con un altro ascensore, un trasbordo mettendo in atto una procedura non codificata: è stato un eccesso di generosità dell’agente di stazione che poi si è trasformato in una tragedia”. Poi ha aggiunto: “Sicuramente c’è stato un errore dell’agente della stazione che ha posto in essere una procedura che non doveva, forse perché c’erano condizioni di difficoltà e alla fine c’è stata la tragedia”

La testimonianza di Sara, studentessa romana presente sul luogo dell’incidente e riportata dal Messaggero: “Ho sentito urla e pianti, una situazione agghiacciante, e ho visto un uomo con la divisa tipo da controllore che era steso a terra svenuto nel gabbiotto vicino all’ascensore. Ho chiesto a un poliziotto e mi ha risposto che c’era stato un incidente proprio con l’ascensore. Poi dall’altoparlante qualcuno, con una tono di voce da persona in preda al panico, ha annunciato che dovevamo lasciare la metro. Ho letto solo dopo che era rimasto ucciso un bambino”.

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Vincent Dimaggio
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