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Tragedia familiare a Taranto. Medico uccide moglie e figlio di 4 anni, poi si toglie la vita

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Ancora una tragedia familiare a Taranto, un caso di omicidio suicidio, anzi in questo caso un duplice omicidio con suicidio, difficile da raccontare come tutti quelli che da anni la cronaca porta alla ribalta nazionale e riempiono i palinsesti delle trasmissioni “crimini e scomparsi” che fanno tanto audience e che ospitano tanta pubblicità.

Difficilmente il lettore riesce a comprendere cosa possa passare nella testa di un padre di famiglia quando decide di uccidere la moglie e, come in questo triste caso, anche il figlioletto per poi togliersi la vita.

E se lo chiedono anche le persone che vivono a Taranto, comune di 202 016 abitanti, capoluogo dell’omonima provincia, in Puglia, alcune delle quali conoscevano Luigi Alfarano, 50 anni, medico dell’Ant, associazione che anche a Taranto presta assistenza domiciliare agli ammalati di cancro. Un medico che ha trascorso la sua vita ad aiutare coloro che stavano male. Un medico che ieri ha deciso di porre fine alla sua famiglia e alla sua vita.

A quanto si apprende a far scattare la folle decisione sarebbe stata la formalizzazione della separazione dalla moglie Federica De Luca, 30 anni, atto che sarebbe stato celebrato nello studio di un avvocato a Taranto, una consacrazione legale ben opposta a quel “sì” che i due si sono promessi all’inizio del matrimonio. Quell’incontro come tanti che avvengono nello studio dell’avvocato però non c’è stato.

Luigi Alfarano si è recato nella palazzina di via Galera Montefusco, alla periferia di Taranto e probabilmente ha litigato con Federica, forse tentando di farla desistere dalla decisione di separarsi. In casa c’era anche il figlio della coppia, Andrea, di 4 anni.

L’epilogo di quella lite è tutto il dramma. L’uomo si sarebbe scagliato contro la donna, l’avrebbe immobilizzata e l’ha strangolata uccidendola. Luigi è poi andato via da quella casa portandosi anche il figlio.
Con l’auto l’uomo si reca a marina di Palagiano, ad una ventina di chilometri da Taranto, nella zona occidentale della provincia e attraverso la statale 106 Jonica giunge alla casa delle vacanze. Luigi porta Andrea nel box garage della villa al mare, lo ammazza sparandogli con la sua pistola regolarmente registrata.
Prende quindi il corpo del piccolo, lo abbraccia, lo porta un camera da letto e si distende abbracciandolo per l’ultima volta.
Prende poi la pistola ed esplode un secondo colpo contro di se.

Nessuno sa ancora quanto accaduto finché la madre di Federica, preoccupata che la figlia non si è presentata dall’avvocato e nell’impossibilità di riuscire a parlare con lei ha chiamato la Polizia.

Gli agenti della Polizia di Stato e i carabinieri del Reparto Operativo e della compagnia di Massafrasi sono recati in via Galera Montefusco. L’appartamento è chiuso. Arrivano i Vigili del Fuoco e aprono il varco che porta all’orrore. Agli occhi dei poliziotti e dei Vigili del Fuoco appare la donna, strangolata, riversa per terra.

La polizia inizia a cercare il marito e non ci mette molto a risalire a quella casa di vacanza che questa volta è scena di un mattatoio. Sono i Carabinieri a giungere a di Palagiano e la scena che si presenta ai loro occhi è ancor più drammatica. Il piccolo ed il papà in un lago di sangue. A terra la pistola.

Sul caso indaga il sostituto procuratore della Repubblica, Remo Epifani, e si attende l’autopsia sui corpi delle vittime per vedere dove sono stati colpiti e quali le lesioni mortali oltre a ricostruire precisamente tempi e modalità della tragedia. Secondo le indagini la tragedia è accaduta nel primo pomeriggio di ieri e stando ad alcune testimonianze, infatti, l’uomo sarebbe stato visto ancora vivo nella tarda mattinata.

Presto il dolore si espande dai familiari alla cittadina tutta e tra la gente è tornata alla memoria un’altra tragedia verificatasi nel 2008 quando un’altro medico Enrico Brandimarte, uccise la moglie e le due bambine piccole, prima di suicidarsi.

Cosa passa nella testa di un padre nel momento in cui decidere di uccidere una moglie e un figlioletto innocente che aveva tutta una vita da vivere, tutto un bagaglio di esperienze e di emozioni stroncate da una pallottola probabilmente malata?

 

Vincent Dimaggio
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