Tragedia migranti. Hollande: aumentare navi. Renzi: non serve

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Palermo, 20 aprile 2015 – Sgomento a tutti i livelli per la nuova tragedia di migranti avvenuta ieri con 700 immigrati morti naufragati nel Canale di Sicilia a nord della Libia per il rovesciamento del barcone mentre la nave mercantile portoghese si apprestava a dare i soccorsi.

[easy_ad_inject_1]Sul caso è intervenuto anche il presidente francese François Hollande che a Canal Plus ha dichiarato
“Ho chiamato Matteo Renzi per capire come possiamo agire d’urgenza. Se i numeri fossero confermati si tratterebbe della peggiore tragedia avvenuta nel Mar Mediterraneo negli ultimi anni. La cosa ci riguarda tutti, il Mediterraneo è un mare che ci è comune, è tra l’Africa e l’Europa. Dobbiamo agire. Ho chiesto che ci sia molto presto un incontro tra tutti i ministri degli interni e degli esteri europei perché dobbiamo rafforzare il numero di navi nell’ambito dell’operazione chiamata Triton. Chiederemo più barche, più voli di sorveglianza. Serve una lotta molto più intensa al traffico” ha continuato Hollande “chi mette le persone su queste navi sono dei trafficanti, ma anche terroristi. Sanno che sono delle carrette e che la gente morirà in alto mare. Eppure li mettono a questo rischio”.

Il premier Matteo Renzi ha dichiarato che “il problema del traffico di esseri umani non si risolve mettendo 10 navi in più o in meno, tanto è vero che l’incidente è avvenuto in presenza di una nave di soccorso. Questo dimostra che se vuoi rimuovere il male alla radice devi intervenire in modo diverso”.

Il Frontex fa quel che può: “Al momento facciamo quello che possiamo con i mezzi a disposizione”. E’ quanto dichiarato all’Adnkronos dalla portavoce di Frontex, Ewa Moncure, che replica così a chi sottolinea i limiti dell’operazione europea Triton nelle operazioni di pattugliamento del Mar Mediterraneo.
“Questa è la situazione attuale.Non posso dire nulla sulla possibilità di eventuali ampliamenti della missione, per raggio d’azione e numero di navi impiegate,che sono temi che attengono alla sfera politica” ha aggiunto.

L’Unione Europea in una nota ha commentato “Finché i Paesi d’origine e i Paesi di transito non prenderanno misure per evitare queste traversate disperate, le persone continueranno a mettere la loro vita in pericolo. Gran parte del nostro approccio è lavorare con i Paesi terzi. Una riunione congiunta con i ministri degli Interni e degli Esteri sarà organizzata a questo scopo”.

Solo qualche giorno fa la portavoce della commissione europea aveva lanciato l’allarme: le cose peggioreranno a causa del bel tempo che si stabilizzerà e della situazione politica dei paesi di provenienza dei profughi sempre più carente e drammatica.

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Autore: Vincent Dimaggio

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