Tragedia migranti. Renzi: “distruggere i barconi”. Alfano: “affondare i barconi”. Boldrini: “Come?”

Roma, 22 aprile 2015 – Mentre i migranti muoiono in mare la politica italiana ed europea cerca le soluzioni per non farne morire altri. Nelle stesse ore in cui la Procura di Catania indaga sulla strage che ha visto il naufragio e la morte di almeno 800 migranti e istituisce una mail dedicata per associare un nome e cognome al maggior numero possibile di vittime, il premier Matteo Renzi avverte che L’Italia “proverà a puntualizzare alcuni impegni concreti” prima del Consiglio Europeo di giovedì.

[easy_ad_inject_1] In parole povere Renzi e il suo governo chiederanno “interventi nei Paesi d’origine, distruzione dei barconi,raddoppio di Triton, ricollocazione d’emergenza condivisa tra tutti i Paesi, collaborazione con le Nazioni Unite, sforzo comune alle frontiere meridionali della Libia”

La proposta più originale di tutto il Vecchio Continente resta quella del Ministro dell’Interno Angelino Alfano, reduce dalla riunione straordinaria a Lussemburgo: “Affondare i barconi degli scafisti,impedire che partano”.

Lo ha annunciato Alfano in diretta alla trasmissione “Di martedì” su la7 con lo scopo di “stroncare la più macabra agenzia di viaggio esistente” e aggiunge:”Noi da soli non possiamo farlo. E’ in corso un negoziato con Onu e Ue per avere in un quadro di legalità internazionale l’autorizzazione a questo intervento”. E precisa:la nostra richiesta è molto chiara:ottenere azioni mirate nei confronti della Libia in un quadro di legalità internazionale. Affondare i barconi insomma.

Ad Alfano risponde Laura Boldrini, presidente della Camera, intervenuta anch’ella nella trasmissione di Giovanni Floris e con buona pace di Massimo Giannini dichiara che trova improbabile l’ipotesi di colpire i barconi degli scafisti.”E facile fare slogan,ma poi bisogna farle le cose”. E spiega che per affondare i barconi “bisogna avere l’autorizzazione del Paese in cui sono. Qual è l’autorità a cui si chiede, se la Libia è divisa e non c’è un governo? O c’è un accordo con un’autorità locale che ha già identificato un barcone come proprietà di trafficanti altrimenti quale barca affondiamo”.

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Autore: Donato Paolino

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