Tragedia migranti. Scafisti arrestati: uno di loro era ubriaco

Roma, 22 aprile 2015 – Ci sono novità sugli scafisti arrestati con provvedimento della Procura di Catania e trasferiti ieri in Italia da Malta dopo essere stati individuati all’interno del gruppo dei 27 migranti sopravvissuti.

[easy_ad_inject_1] Dalle indagini è emerso che lo scafista tunisino, Mohammed Alì Malek, 27 anni, arrestato ieri notte insieme al complice siriano, Mahmud Bikhit, 25 anni, che era al comando della carretta del mare naufragata al largo della Libia non voleva farsi scoprire e così cercando di nascondersi si è distratto e si è avvicinato troppo al mercantile, scontrandosi.

I passeggeri intanto si erano tutti affacciati da quella parte e così si sono rovesciati e il barcone è affondato provocando 800 morti. Il comandante del peschereccio con a bordo i migranti avrebbe fatto delle manovre azzardate provocando la collisione con il mercantile portoghese arrivato in aiuto, la “King Jacob” e per paura i migranti ammassandosi tutti un un lato hanno provocato il ribaltamento del barcone.

Inoltre si apprende che dagli esami tossicologici è emerso che lo scafista al timone era ubriaco.

Intanto la Procura di Catania ha istituito una mail dedicata per dare un nome alle vittime e ha lanciato il seguente appello: “Al fine di aiutarci a identificare le vittime del naufragio i congiunti o i conoscenti di coloro che si misero in viaggio possono utilizzare l’indirizzo solo a loro dedicato naufragio.wreck.procura.catania@giustizia.it. Non sarà data risposta a messaggi che non abbiano questa provenienza e questo scopo.”

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Autore: Donato Paolino

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