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Primo trapianto da donatore samaritano: realizzati già 6 trapianti grazie a catena cross over

trapianto di fegato sbagliato

Roma, 11 aprile 2015 – Soltanto poche ore fa l’annuncio che era stato effettuato a Milano, per la prima volta in Italia, un trapianto di rene da un donatore samaritano, senza sapere chi sarebbe stato il ricevente, oggi, dopo la conferenza stampa del Ministro Beatrice Lorenzin, che si è tenuta presso il Ministero della Salute, ci giunge la notizia che, grazie alla catena cross over che si è venuta a creare, sono stati effettuati in tutto 6 trapianti di rene, tra il 7 e il 9 aprile, da donatore samaritano a ricevente da questi sconosciuto, di cui ben quattro in Toscana, due a Siena e due a Pisa.

[easy_ad_inject_1]La prima donazione “samaritana”, così ribattezzata perché fatta per pura generosità senza alcuna pretesa in cambio e sapendo di non poterlo fare per un proprio caro, ha creato un effetto domino. Incrociando i dati di tutti i donatori e i riceventi delle coppie, idonei al trapianto da vivente ma incompatibili tra di loro a livello immunologico o per gruppo sanguigno, si è creata una catena di donazioni e di trapianti, che si spera possa continuare ad incrementarsi in futuro.

“Oggi raccontiamo di un evento straordinario, della solidarietà vera di una donna che, senza nessun interesse e a titolo totalmente gratuito, ha innescato una catena di trapianti che ha portato sei persone ad avere un’opportunità di vita. Un esempio da portare dentro di noi”

così ha introdotto il suo discorso il ministro della Salute.

“Il sistema trapianti italiano è considerato una vera eccellenza mondiale, e azioni come questa ne sono la dimostrazione. Oggi è una giornata positiva, in cui l’Italia può trasmettere ai suoi cittadini e al mondo intero una nuova speranza di vita”

ha detto il Ministro, ringraziando tutti per il lavoro svolto, a partire dal dott. Nanni Costa, Direttore del Centro Nazionale Trapianti, alla Polizia di Stato fino a tutti i medici e gli operatori delle équipes che hanno effettuato i trapianti e a tutti gli altri che hanno contribuito ad ottenere questo straordinario risultato.

“Le parole d’ordine di questa vicenda sono anonimato e gratuità e ci consegnano un esempio da custodire preziosamente per il futuro”

ha aggiunto Lorenzin.

Il primo anello di questa catena è stato un donatore da vivente samaritano, un singolo donatore, una donna milanese, che, senza alcun legame affettivo con il ricevente, ha deciso di donare un proprio rene a scopo di trapianto per salvare la vita di un paziente. Un gesto altruistico che, in Italia, è ammesso solo per il rene.
La prima catena di trapianti incrociati di rene da vivente in modalità cross over è stata eseguita in questi giorni – spiega il ministro – consentendo di donare e trapiantare in tutto sei pazienti. La catena si è conclusa con il trapianto di un paziente iscritto nella lista d’attesa da cadavere.

Il ministro Lorenzin ha poi spiegato l’iter seguito per effettuare gli abbinamenti tra donatori e riceventi. E’ stato necessario – dice – progettare una combinazione basata su un primo livello di abbinamento tra donatori e riceventi eseguito dagli esperti del Centro Nazionale Trapianti. Il laboratorio centralizzato di immunogenetica del Centro Regionale Trapianti Lazio ha poi eseguito i test clinici dei campioni di siero dei riceventi con le cellule dei donatori, confermando l’idoneità della catena.

Molta soddisfazione è stata espressa anche dal presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi. Quattro dei sei trapianti sono stati effettuati proprio in Toscana, 2 a Siena e 2 a Pisa.

“La Toscana ha il primato in fatto di donazioni di organi. Questa catena di donazioni ‘samaritane’ è un’ulteriore conferma della generosità dei toscani, dell’efficienza del nostro sistema di donazioni e trapianti, dell’altissimo livello dei nostri professionisti”

ha dichiarato Enrico Rossi.
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