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Trent’anni dopo il disastro di Chernobyl. Putin: “lezione per tutti”. Ucraina toglie segreto a 49 documenti

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Il presidente russo Vladimir Putin ha ricordato il disastro di Chernobyl con una nota ufficiale pubblicata sul sito del Cremlino, definendolo “una importante lezione per tutto il genere umano” e ricorda poi le “serie ripercussioni sia sull’ambiente che sulla salute dell’uomo”.

“Le dimensioni della tragedia sarebbero potute essere incommensurabilmente maggiori, se non fosse stato per il coraggio e la dedizione dei vigili del fuoco, del personale militare e sanitario” che hanno sacrificato anche le proprie vite, ha sottolineato Putin.

Il disastro di Chernobyl, avvenuto il 26 aprile 1986 alle ore 1.23 circa, è stato il più grave incidente mai verificato in una centrale nucleare. Il disastro prende il nome dalla cittadina Černobyl’ situata nell’Ucraina settentrionale, a 18 km dalla centrale nucleare nucleare V.I. Lenin.

Diverse cause sia umane che strutturali portarono ad un brusco e incontrollato aumento della potenza (e quindi della temperatura) del nocciolo del reattore n. 4 della centrale determinando la scissione dell’acqua di refrigerazione in idrogeno e ossigeno a così elevate pressioni da provocare la rottura delle tubazioni del sistema di raffreddamento del reattore.

Il contatto dell’idrogeno e della grafite incandescente delle barre di controllo con l’aria, a sua volta, innescò una fortissima esplosione, che provocò lo scoperchiamento del reattore e di conseguenza causò un vasto incendio.

L’esplosione generò una nuvola di materiale radioattivo che ricadde su vaste aree intorno alla centrale, contaminandole pesantemente e rendendo necessaria l’evacuazione e il reinsediamento in altre zone di circa 336.000 persone.

Le nubi radioattive raggiunsero anche l’Europa orientale, la Finlandia e la Scandinavia con livelli di contaminazione via via minori, toccando anche l’Italia, la Francia, la Germania, la Svizzera, l’Austria e i Balcani, fino a porzioni della costa orientale del Nord America.

E’ imprecisato il numero delle vittime: alcune fonti parlano anche di 100 mila morti legati direttamente e indirettamente all’esplosione e alla fuoriuscita di materiale radioattivo.

Cernobyl, tolto segreto a 49 documenti – Secondo quanto rivela la testata online Rosbalt.ru, l’Ucraina avrebbe desecretato ben 49 documenti “top secret” legati al disastro di Cernobyl. Il materiale desecretato rivelerebbe l’impreparazione delle autorità sovietiche a far fronte all’incidente del 1986 e violazioni delle norme di sicurezza.

Nei documenti del periodo dal 1971 al 1981 emergerebbero errori di costruzione e 29 interruzioni d’attività della centrale, 8 dei quali per errori del personale. Documenti successivi alla tragedia parlano poi di insufficienza dell’abbigliamento per proteggersi dalle radiazioni.

Vincent Dimaggio
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