Trombosi: ogni anno colpisce 600mila italiani, 8mila sono giovani

trombosi

Milano, 2 aprile 2015 – La trombosi non è una questione di età, non riguarda solo gli anziani, ma interessa anche i giovani. In Italia sono 600mila le persone che ogni anno vengono colpite da trombosi, la prima vera causa di morte e di grave invalidità, e di questi ben 8mila sono giovani. Un terzo di loro perde la vita, un terzo recupera la salute con la grande paura che accada di nuovo, e un terzo rimane con gravi invalidità.

La trombosi è il meccanismo che causa alcune malattie, che prendono nomi diversi se si forma nel cuore, come l’infarto, nel cervello (ictus), nelle gambe (flebite o trombosi venosa o arteriosa). Per accendere l’attenzione su questa malattia, l’ALT, l’Associazione per la Lotta alla Trombosi e alle malattie cardiovascolari, organizza il 15 aprile la Giornata Nazionale per la Lotta alla Trombosi di informazione e sensibilizzazione, che porta avanti il suo messaggio #ALTpigrizia.

[easy_ad_inject_1]Ad oggi, solo il 33% degli italiani sono a conoscenza del fatto che malattie come l’ictus, l’infarto, l’embolia, sono causate da una trombosi. E quest’anno la campagna informativa pone al centro dell’attenzione, in particolare, giovani e bambini. Da una ricerca realizzata da ALT per fotografare la percezione del pericolo rappresentato dalla Trombosi per tutti, ad ogni età, uomini e donne, è infatti emerso che solo una persona su 3 in Italia conosce le conseguenze della trombosi.

La trombosi è un processo patologico che consiste nella formazione di trombi (coaguli) all’interno dei vasi sanguigni, che ostacolano o impediscono la normale circolazione del sangue. A seconda del tipo di vaso coinvolto si parla di trombosi arteriosa o venosa.

“Dobbiamo allearci con la scienza e diffondere conoscenza perché nessuno possa dire un giorno “Io non lo sapevo”. La prevenzione della trombosi non si delega agli esami, si fa concretamente guardandosi allo specchio, diventando consapevoli del rischio che potremmo correre e del pericolo che possiamo evitare, e tenerci il bene più prezioso che abbiamo: la salute. Tocca a noi, per noi e per chi ci vive accanto. La nostra famiglia ce lo chiede, noi dobbiamo meritarlo”

sottolinea in una nota stampa la presidente di ALT, Lidia Rota Vender.

La trombosi è causa di morte ma molto spesso lascia gravi invalidità in chi sopravvive, situazione che molte volte potrebbe essere evitata. Il progetto di ricerca italiano IPSYS, che coinvolge 24 Centri ospedalieri e universitari italiani, ha proprio l’obiettivo di identificare i fattori che aumentano il rischio di nuovi eventi trombotici successivamente a un primo ictus ischemico in pazienti tra i 18 e i 45 anni.

“Abbiamo stabilito che i più pericolosi sono: familiarità, emicrania con aura, presenza di anomalie nella coagulazione. Da non sottovalutare ipertensione arteriosa, diabete, fumo, colesterolo alto”

afferma Alessandro Pezzini, ricercatore in Neurologia presso l’Università degli Studi di Brescia.

“Il bambino sovrappeso, o addirittura obeso, subisce un’accelerazione della malattia delle arterie come accadde nell’aterosclerosi e si candida ad andare incontro in tempi molto precoci a eventi vascolari come infarto, ictus cerebrale, arteriopatia diffusa. Insomma, rischia di diventare un giovane vecchio molto precocemente”

spiega Paola Giordano, Direttore Scuola di Specializzazione in Pediatria Università degli Studi di Bari Aldo Moro.

Troppo spesso accade che la diagnosi di Trombosi, specie nei giovani e nei bambini, avviene in ritardo perché il medico fatica a capire di trovarsi di fronte a un ictus o a un’embolia arteriosa periferica in un neonato.

“L’informazione è fondamentale. Ogni giorno incontro giovani che, se avessero avuto a disposizione informazioni su questa malattia e sulle sue conseguenze,
probabilmente avrebbero modificato il proprio stile di vita. Più fattori di rischio sono presenti contemporaneamente più aumenta la probabilità che il sistema si squilibri e perda il controllo, generando una Trombosi che può colpire a ogni età, con frequenza diversa, persino nel bambino o nel neonato. In particolare, su 100 persone affette da malattie trombotiche, 3 hanno meno di 40 anni. Solo in Italia, ogni anno, sono 8.000 i giovani colpiti da Trombosi”

sottolinea Marco Moia, Responsabile U.O.S. Fisiopatologia della Coagulazione Centro Emofilia e Trombosi Fondazione IRCCS Ca’ Granda.
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2 pensieri riguardo “Trombosi: ogni anno colpisce 600mila italiani, 8mila sono giovani”

  1. dopo tante manifestazioni di flebbite di piedi come mattoni e dopler fatti. a roma in ospedale IDI mi fecero esami specifiche e 41 anni scopro di avere i geni delle gambe ammalati malattia genetica di trombosi mthfr omozigosi quindi rischio al 100x 100 di trombosi e scopro che e rischiosa per gravidanze ho fatto 3 figli la prima quasi mortale

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