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Ruta graveolens. La pianta mediterranea che distrugge le cellule del tumore al cervello

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La pianta mediterranea “ruta graveolens” distrugge le cellule del tumore al cervello: lo rivela uno studio della Seconda Università di Napoli.

Napoli, 2 luglio 2015 – Una pianta mediterranea, la Ruta graveolens, sarebbe in grado di indurre la morte delle cellule maligne di un tumore cerebrale salvaguardando le cellule sane. E’ quanto emerge da uno studio condotto dalla Seconda Università degli Studi di Napoli, SUN, i cui risultati hanno dimostrato l’efficacia dell’estratto acquoso della Ruta graveolens L. nell’uccidere le cellule di glioblastoma.

[easy_ad_inject_1]Il glioblastoma è uno dei tumori al cervello più aggressivi e dalla prognosi infausta che può manifestarsi a qualsiasi età, anche se colpisce con maggior frequenza soggetti adulti, con un picco tra i 45 e i 70 anni di età. A causa dell’invasione precoce del parenchima cerebrale (un tessuto nervoso coinvolto attivamente nella formazione e nella trasmissione di impulsi elettrici), la sua completa rimozione chirurgica è quasi impossibile, e anche dopo il trattamento combinato aggressivo (mediante chirurgia, chemioterapie e radioterapia) la sopravvivenza a cinque anni è solo di circa il 10% dei pazienti trattati.

“Il glioblastoma multiforme è un tumore cerebrale altamente aggressivo la cui prognosi è tuttora infausta. Nonostante la terapia chirurgica, la chemio e la radioterapia, solo circa il 5% dei pazienti colpiti da glioblastoma sopravvive, per gli altri la morte sopraggiunge in media entro circa 15 mesi dalla diagnosi. Vi è un grande sforzo della ricerca biomedica nel cercare nuovi farmaci o cure contro questo tumore”

ha spiegato Luca Colucci-D’Amato, coordinatore della ricerca nonché docente di Patologia generale del Dipartimento di Scienze e Tecnologie ambientali biologiche e farmaceutiche della Seconda Università di Napoli (SUN).

I prodotti naturali sono fonti di nuovi composti dotati di proprietà terapeutiche in molte malattie umane, tra cui il cancro. In questo studio si dimostra che l’estratto acquoso della pianta mediterranea, Ruta graveolens L., comunemente nota come ruta, induce la morte di cellule di glioblastoma coltivate in vitro, ampiamente usate per testare nuovi farmaci negli studi preclinici. La Ruta graveolens ha agito inibendo il precorso di proliferazione delle cellule maligne e uccidendole.

L’estratto di Ruta, spiegano i ricercatori, stimola l’attivazione dei recettori ERK1 / 2 e AKT nelle cellule A1 impedendo la morte delle cellule sane. Le cellule buone diventano in questo modo resistenti agli effetti nocivi della Ruta ma non a quelli abitualmente utilizzati nella terapia del glioblastoma. I risultati ottenuti, dicono i ricercatori, possono essere un promettente strumento per isolare nuovi farmaci e per scoprire nuovi bersagli per il trattamento terapeutico del tumore al cervello.

“Le sostanze naturali rappresentano un’importante sorgente di nuove molecole con attività terapeutica in molte malattie incluso il cancro. In particolare, la Ruta graveolens L. è una pianta erbacea, molto diffusa in Italia, della famiglia delle Rutacee, cui appartengono anche i più noti agrumi”

ha dichiarato Claudia Ciniglia, docente di Botanica presso la SUN.

La Ruta graveolens non è una specie protetta, ai fini della ricerca le foglie sono state raccolte da piante conservate presso la Sezione Sperimentale delle piante medicinali presso l’Orto Botanico di Napoli, con il permesso del direttore dell’Orto Botanico, il Prof. Paolo De Luca. Le foglie sono state raccolte prima della fase di fioritura, durante la primavera del 2013.

Lo studio, pubblicato sulla rivista scientifica PLOS One, è stato finanziato dal Progetto Sicurezza, sostenibilità e Competitività nelle produzioni Agroalimentari delle Campania “CARINA”, rete per la salvaguardia e la Gestione delle Risorse genetiche agro-alimentari “AGRIGENET”, e dal Programma di Ricerca Scientifica di rilevante Interesse Nazionale (PRIN).

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