You are here
Home > Salute > Tumore al polmone. L’immunoterapia aumenta la sopravvivenza dei pazienti

Tumore al polmone. L’immunoterapia aumenta la sopravvivenza dei pazienti

Fallback Image

Roma, 4 luglio 2015 – Nel 2014 sono state stimate, nel nostro Paese, 40.000 nuove diagnosi di tumore al polmone, di cui circa il 30% fra le donne, per le quali negli ultimi anni si è registrato un progressivo e preoccupante aumento di casi, proprio per il diffondersi del vizio del fumo. Il fumo è responsabile dell’85-90% dei casi di carcinoma polmonari.

[easy_ad_inject_1]La buona notizia è che oggi, in Italia, un paziente su cinque è ancora vivo, a tre anni di distanza dalla diagnosi di cancro al polmone in fase avanzata. Un dato ancora più significativo se si considera che riguarda anche i fumatori, i più colpiti da carcinoma polmonare, anche il più difficile da trattare.

Le nuove armi contro il tumore del polmone sono nanofarmaci, farmaci che mirano direttamente al bersaglio preservando le cellule sane e l’immunoterapia che agisce proprio sul sistema immunitario dell’organismo, stimolandolo a combattere il carcinoma polmonare, in particolare quello che colpisce i fumatori. Nello specifico, l’immunoterapia interrompe i meccanismi di disattivazione dei linfociti T, per permettere alle difese immunitarie di continuare a contrastare il tumore. In questo modo il sistema immunitario riesce di nuovo a riconoscere le cellule maligne e ad attivarsi per combatterle.

“L’immunoterapia è la pratica di sfruttare le difese naturali del corpo, ovvero il sistema immunitario, contro tutti i tipi di malattie, incluso il cancro. L’immunoterapia applicata al trattamento dei tumori è definita anche immuno-oncologia ed è la nuova arma a disposizione dell’oncologo medico, che si affianca alle terapie tradizionali come chirurgia, radioterapia, chemioterapia e farmaci a bersaglio molecolare”

ha spiegato il professor Cesare Gridelli, Direttore del Dipartimento di Onco-ematologia dell’Azienda Ospedaliera Moscati di Avellino e Presidente dell’Associazione Italiana Oncologia Toracica (Aiot).

Nei fumatori la probabilità di sviluppare il tumore del polmone aumenta di 14 volte rispetto ai non fumatori, e fino a 20 volte nelle persone che fumano più di 20 sigarette al giorno. Purtroppo si tratta di una forma di cancro abbastanza silente che, spesso, non presenta sintomi fino a quando non raggiunge uno stadio avanzato.

“Al 51esimo Congresso dell’American Society of Clinical Oncology sono stati presentati anche dati provenienti dalla pratica clinica americana che hanno confermato l’ottima tollerabilità di questa terapia con i nanofarmaci e la possibilità di eseguire trattamenti anche di lunga durata. Inoltre, sono stati presentati dati preliminari molto confortanti sull’associazione di nab-paclitaxel con nivolumab, un nuovo farmaco immunoterapico. Si prospetta di particolare interesse l’interazione della chemioterapia target costituita da nab-paclitaxel con l’immunoterapia, una delle aree più promettenti del trattamento di questo carcinoma”

ha dichiarato il professor Gridelli.

Nel corso del congresso sono stati, inoltre, presentati i risultati di un’analisi ad interim di uno studio globale randomizzato di fase II, POPLAR, in pazienti con tumore al polmone non a piccole cellule precedentemente trattato. Dallo studio è emerso che il farmaco immunoterapico in sperimentazione MPDL3280A (anti-PDL1) ha raddoppiato la probabilità di sopravvivenza nei pazienti in cui il tumore del polmone ha espresso i livelli più elevati di PD-L1 (programmed-death-ligand-1) rispetto alla chemioterapia con docetaxel. In generale, il farmaco immunoterapico è stato ben tollerato dai pazienti e gli eventi avversi sono stati coerenti con quanto riportato in precedenza.

[easy_ad_inject_2]

Similar Articles

Lascia un commento


Top