Tumore alla mammella. Un test del sangue predice la recidiva del cancro

Londra (Regno Unito), 28 agosto 2015 – Un test del sangue è in grado di predire la recidiva del tumore al seno dopo il trattamento, ben otto mesi prima che la neoplasia venga individuata dai medici. Lo rivelano i risultati di una ricerca britannica condotta presso l’Institute of Cancer Research di Londra, guidata da Nick Peel.

[easy_ad_inject_1]La crescita del tumore inizia da una singola cellula cancerosa. Se nel corso dell’intervento chirurgico, il medico non elimina tutte le cellule cancerose, il tumore può ritornare. Ed è in questi casi, appunto, che si parla di recidiva. Basta una singola cellula cancerosa per far ritornare a crescere il tumore in altre parti del corpo.

Per lo studio, gli scienziati del Cancer Research di Londra hanno analizzato il Dna mutato del tumore e poi hanno continuato ad osservare le mutazioni nel sangue. In 12 casi su 15 pazienti che hanno avuto la recidiva, l’esame del sangue ha predetto la ricomparsa della neoplasia. Nelle altre tre pazienti il tumore si era diffuso al cervello, dove la protezione della barriera emato-encefalica avrebbe impedito ai frammenti del cancro di entrare nel flusso sanguigno.

Il loro sangue è stato testato a intervalli di sei mesi, e i medici sono stati in grado di predire in modo “molto preciso” quali pazienti avrebbero avuto più probabilità di avere una recidiva del tumore.

La speranza dei ricercatori è che l’individuazione del cancro con anticipo significherebbe intervenire precocemente con i trattamenti anticancro, come la chemioterapia, e migliorare le probabilità di sopravvivenza delle pazienti.

“Trovare modi meno invasivi di diagnosi e monitoraggio del cancro è importante. I campioni di sangue sono un possibile modo di raccogliere informazioni cruciali circa la malattia, pescando frammenti di Dna tumorale rilasciati nel sangue del paziente. Stiamo parlando di un principio che potrebbe potenzialmente essere applicato a qualsiasi tipo di cancro che è passato attraverso il trattamento iniziale per il quale c’è il rischio di recidiva in futuro”

ha commentato Nick Peel, dal Cancer Research UK.

“Il nostro è il primo studio a dimostrare che questi esami del sangue potrebbero essere utilizzati per prevedere la recidiva. Abbiamo usato anche analisi del sangue per costruire un quadro di come il cancro si stava evolvendo nel tempo, e questa informazione potrebbe essere preziosa per aiutare i medici a selezionare i farmaci giusti per curare il cancro”

ha detto il Dr Nicholas Turner, consulente oncologo presso il Royal Marsden NHS Foundation Trust.

Tuttavia – aggiunge Nick Peel- c’è molta strada da fare prima che questo test del sangue possa essere utilizzato di routine dai medici negli ospedali.

Lo studio è stato pubblicato su Science Translational Medicine.

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Autore: Donato Paolino

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