Tumori e bambini. Otto bambini su dieci oggi sopravvivono al cancro

Chicago (USA), 1 giugno 2015 – I passi avanti fatti nel campo della medicina ed in particolare sul fronte delle terapie hanno esteso la durata di vita dei piccoli pazienti malati di cancro, ed oggi otto bambini su dieci riescono a sopravvivere ad un tumore. Non solo. E’ in netto aumento anche la percentuale di bambini che riesce a superare gli effetti collaterali di chemioterapia e radioterapia, effetti indesiderati gravi o anche pericolosi per la vita, come un secondo tumore o problemi cardiaci e polmonari, che possono manifestarsi nel corso della crescita. Inoltre, il tasso di mortalità a 15 anni dalla diagnosi tra gli ex bambini malati di cancro si è in pratica dimezzato, passando dal 12,4% del 1970 al 6% di oggi.

[easy_ad_inject_1]E’ quanto emerge da nuovo studio che rileva quanto siano stati importanti negli ultimi anni gli sforzi fatti dai medici e dalla medicina sia per curare i tumori dei bambini sia per proteggerli da complicanze a lungo termine. Uno studio presentato a Chicago, nel corso del congresso annuale dell’American Society of Clinical Oncology (ASCO), che si concluderà domani 2 giugno.

L’analisi è stata condotta su un campione di oltre 34 mila bambini a 5 anni dalla sopravvivenza ad un tumore e a 15 anni dopo la diagnosi di neoplasia, seguiti nel Childhood cancer Survivor Study tra il 1970 e il 1999. Lo studio ha evidenziato che circa il 6% dei bambini trattati per il cancro tra il 1990 e il 1994 sono morti entro 15 anni dalla diagnosi, rispetto al 12,4% di quelli trattati tra il 1970 e 1974. Nel corso di tre decenni, i tassi di mortalità si sono ridotti.

“Cinquant’anni fa, solo un bambino su cinque sarebbe sopravvissuto al cancro, e oggi oltre l’80% di essi sono vivi a cinque anni dopo la diagnosi. Questo miglioramento è stato raggiunto nel corso degli ultimi 30 anni, riducendo il tasso di mortalità infantile per cancro dal 12,4% al 6% a 15 anni dopo la diagnosi, frutto anche dei cambiamenti nelle terapie che hanno ridotto il rischio di mortalità per gli effetti dei trattamenti antitumorali pediatrici”

ha dichiarato Gregory T. Armstrong, oncologo pediatrico al St.Jude Children’s research Hospital di Memphis, nel Tennessee.

I ricercatori sostengono, dunque, che i cambiamenti nel trattamento che riducono i rischi per la salute a lungo termine, tra cui quelli cardiaci, polmonari e secondi tumori, sono probabilmente il motivo per il trend positivo registrato. La modifica dei trattamenti radioterapici e chemioterapici è stata particolarmente utile.

“Non abbiamo solo aiutato più bambini a sopravvivere al loro tumore primario, ma abbiamo anche esteso la loro durata di vita complessiva, riducendo la tossicità complessiva delle terapie”

ha detto Armstrong.

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Autore: Vincent Dimaggio

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