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Tumori. Studio Iss rivela che le bacche del prugnolo abbattono le cellule cancerose

Prunus spinosa trigno

Roma, 21 aprile 2015 – Una pianta del Molise sarebbe in grado di abbattere fino all’80% delle cellule tumorali grazie alle sue elevate proprietà anti-cancro. Si tratta del Prunus Spinosa Trigno, meglio conosciuto come “prugnolo“. I molisani ne fanno uso da generazioni, le sue foglie e i suoi caratteristici frutti blu sono da sempre utilizzati in questa Regione per la preparazione di liquori tipici e in aggiunta al tabacco da pipa.

[easy_ad_inject_1]A rivelarlo una ricerca dell’Istituto Superiore di Sanità, l’Iss, presentato dalla dott.ssa Stefania Meschini, autrice dello studio (ricercatrice presso il reparto di “Metodi Ultrastrutturali per Terapie Innovative Antitumorali” del Dipartimento di Tecnologie e Salute dell’Istituto Superiore di Sanità), nel corso del IV Congresso di Medicina Biontegrata che si è svolto a Roma dal 17 al 19 aprile. Lo studio, dal titolo “Ricerca innovativa sul potenziale antitumorale di una pianta autoctona italiana”, ha messo in evidenza le proprietà benefiche del prugnolo, rivelatesi più ampie di quanto si era sostenuto fino ad oggi.

Il Prunus spinosa trigno, un arbusto spinoso, che cresce in particolare proprio in Molise, di solito ai margini dei boschi e dei sentieri, nelle aree dunque meno contaminate dall’intervento dell’uomo, avrebbe un importante effetto antitumorale. L’estratto delle sue bacche, ricco di antiossidanti, integrato con particolari aminoacidi, minerali e vitamine, nei test in vitro si è dimostrato in grado di abbattere il 70-78% delle cellule cancerose e di bloccarne la proliferazione.

Nel corso della congresso, la dott.ssa Stefania Meschini ha spiegato che il Prunus, pianta tipica molisana, è ricco di antiossidanti e perciò ha tutte le potenzialità per poter contrastare efficacemente la capacità di proliferazione delle cellule tumorali. Tuttavia, nei test in vitro che la ricercatrice ha condotto in laboratorio, si è osservato che l’estratto del prugnolo di per sé, cioè da solo, a contatto con le cellule tumorali, non provocava alcun effetto. Addizionandolo, invece, ad un particolare composto a base di aminoacidi, minerali e vitamine, denominato Can, i ricercatori hanno potuto osservare che, in queste condizioni, il Prunus era in grado di ridurre la sopravvivenza delle cellule cancerose e di riuscire a distruggerne quasi l’8o% nell’arco di 24 ore.

I test sugli animali saranno il prossimo step che si preparano ad affrontare i ricercatori, allo scopo di sviluppare un nuovo farmaco anti-cancro.

“L’Iss ha depositato il brevetto delle miscela prugnolo-Can, e per questo la formulazione potrà essere disponibile come integratore a supporto delle terapie chemioterapiche”

ha detto la ricercatrice Stefania Meschini.
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Vincent Dimaggio
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