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Goletta Verde 2016: un punto inquinato ogni 54 km di costa

mare

Presentato a Roma il bilancio di “Goletta Verde 2016” la storica campagna estiva di Legambiente, realizzata grazie al sostegno del Consorzio obbligatorio degli oli usati (Coou) e dei partner tecnici Nau e Novamont. Dai dati emerge che c’è un punto inquinato ogni 54 km di costa. Bene le coste di Sardegna, Puglia e Veneto. Male Calabria, Marche e Abruzzo

Un punto inquinato ogni 54 km di costa italiana. E’ quanto emerge dal bilancio di Goletta Verde 2016 presentato venerdì da Legambiente dove si apprende che su 265
campioni di acqua analizzati il 52% è risultato con cariche batteriche elevate. Circa il 25% della popolazione italiana ancora non è coperta da depurazione e gli scarichi non depurati sono i peggiori nemici del turismo.

Inoltre c’è scarsa informazioni alla cittadinanza, pochi i cartelli di divieto di balneazione e quelli informativi sulla qualità delle acque.

Unica nota positiva sono le aree marine protette che favoriscono la ricerca, promuovono il turismo sostenibile, creano occasioni di buona economia.

Un punto inquinato ogni 54 km di costa – I punti di prelievo, spiega il comunicato di Legambiente, sono stati selezionati grazie al lavoro dei circoli di Legambiente e alle segnalazioni dei cittadini giunte attraverso il servizio SOS Goletta. I prelievi sono stati dunque concentrati nei punti critici: foci di piccoli e grandi corsi d’acqua, di fossi, canali e scarichi che costituiscono i principali veicoli dell’inquinamento da batteri fecali in mare dove sussiste il “maggior rischio” di contaminazione.

Purtroppo i risultati deludenti in prossimità di foci, fossi e canali non ci sorprendono – commenta Giorgio Zampetti responsabile scientifico di Legambiente – dal momento che il problema riguarda non solo le aree costiere ma interessa gran parte del territorio nazionale.
Nonostante siano passati 11 anni dalle scadenze previste dalla direttiva europea sulla depurazione, l’Italia, infatti, è ancora in fortissimo ritardo.

Circa il 25% della popolazione non è coperta da un adeguato servizio di depurazione e un terzo degli agglomerati urbani a livello nazionale è coinvolto da provvedimenti della Commissione europea.

La classifica: bene la Sardegna che presenta poche criticità riscontrate solo in corrispondenza di foci di corsi d’acqua o canali. Buona anche la performace della Puglia, in cui si è registrato un miglioramento rispetto allo scorso anno. In alto Adriatico la situazione migliore si registra in Veneto.

Dati negativi emergono in Calabria, interessata nelle ultime settimane anche da diverse proteste da parte delle comunità locali per “mare sporco”, da divieti di balneazione e da interventi delle forze dell’ordine per irregolarità nel servizio di depurazione, nelle Marche e in Abruzzo, regioni penalizzate anche dall’elevato numero di corsi d’acqua, canali e fossi che sfociano in mare.

“Durante l’estate abbiamo ricevuto centinaia di segnalazioni di mare sporco da parte dei bagnanti grazie al servizio Sos Goletta – racconta Serena Carpentieri, responsabile Campagne di Legambiente -. Le persone sono spesso disorientate, non sanno a chi rivolgersi per denunciare casi di inquinamento, dove consultare i dati ufficiali, come capire se stanno facendo il bagno in acque sicure e controllate.
È indispensabile che il Ministero della Salute istituisca un numero verde per raccogliere le segnalazioni di cittadini e turisti e avvii, in collaborazione con le Regioni e gli enti locali, una chiara campagna informativa. Infine, non è più tollerabile l’assenza di cartelli di divieto di balneazione nelle aree dove non si può fare il bagno e i cartelli informativi sulla qualità delle acque. L’accesso all’informazione è un diritto di cittadini e turisti e un dovere per le autorità competenti e per tutti i comuni costieri, cosi come previsto dalla normativa sulla balneazione”.

Vincent Dimaggio
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