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Unioni Civili. Bagnasco: “I figli non sono un diritto e devono avere un padre e una madre

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Roma, 26 gennaio 2016 – “I figli non sono un diritto e devono avere un padre e una madre”. Questo ha dichiarato il presidente della Cei, Angelo Bagnasco, sul tema delle unioni civili al consiglio permanente della Conferenza Episcopale Italiana.

Il Cardinale ha sottolineato che la famiglia è uno “scrigno di relazioni, di generazioni e di generi, di umanesimo e di grazia” nel quale “vi è una punta di diamante: i figli. Che però non sono mai un diritto”, e ha aggiunto che “il loro vero bene deve prevalere su ogni altro, poiché sono i più deboli ed esposti: non sono mai un diritto, poiché non sono cose da produrre; hanno diritto ad ogni precedenza e rispetto, sicurezza e stabilità. Hanno bisogno di un microcosmo completo nei suoi elementi essenziali, dove respirare un preciso respiro” e citando un discorso di Papa Francesco del 2014 ricorda che “I bambini hanno diritto di crescere con un papà e una mamma. La famiglia è un fatto antropologico, non ideologico”.

Sulle unioni civili Bagnasco ricorda che i vescovi sono uniti e compatti “nel condividere le difficoltà e le prove della famiglia e nel riaffermarne la bellezza, la centralità e l’unicità: insinuare contrapposizioni e divisioni significa non amare nè la Chiesa nè la famiglia”. “Sogniamo un Paese – ha aggiunto – a dimensione familiare, dove il rispetto per tutti sia stile di vita, e i diritti di ciascuno vengano garantiti su piani diversi secondo giustizia”.

“I credenti hanno il dovere e il diritto di partecipare al bene comune con serenità di cuore e spirito costruttivo”. Spetta ai laici “di iscrivere la legge divina nella vita della città terrena. Assumano la propria responsabilità alla luce della sapienza cristiana e facendo attenzione rispettosa alla dottrina del Magistero”.

“Sentiamo il dovere di rilanciare la voce della famiglia, tesoro inesauribile e patrimonio universale, perché sia tutelata, promossa e sostenuta da politiche veramente incisive e consistenti”.

E la famiglia come prevista dalla Costituzione “è il fondamento e il centro del tessuto sociale”, dice ancora il Cardinale “Per questo ogni Stato assume doveri e oneri verso la famiglia fondata sul matrimonio, perché riconosce in lei non solo il proprio futuro, ma anche la propria stabilità e prosperità. Auspichiamo che nella coscienza collettiva mai venga meno l’identità propria e unica di questo istituto”. “I Padri costituenti ci hanno consegnato un tesoro preciso, che tutti dobbiamo apprezzare e custodire come il patrimonio più caro e prezioso, coscienti che – ha concluso Bagnasco citando le parole di Papa Francesco – ‘non può esserci confusione tra la famiglia voluta da Dio e ogni altro tipo di unione”.

Donato Paolino
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