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Usa. Kaitlyn Juvik va a scuola senza reggiseno: il preside la sospende

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Montana (USA), 8 giugno 2016 – Kaitlyn Juvik sta portando avanti la sua battaglia con tenacia e fermezza dopo la sospensione che il preside dell’Helena High School nel Montana, le ha comminato perché rea di aver violato il codice di abbigliamento della sua scuola, presentandosi a lezione senza indossare il reggiseno.

La teenager, studentessa del Montana, sta trascinando a sé tutte le sue coetanee nella sua battaglia, tanto da organizzare anche una protesta davanti alla sua scuola con un solo obiettivo: ricordare alle persone che non hanno bisogno di nascondersi. La sua storia è già diventata virale.

La studentessa ha sempre sostenuto che il suo abbigliamento era appropriato per la scuola e che il suo corpo non dovrebbe essere considerato come offensivo.

Pare che a scatenare la reazione e di conseguenza la decisione del preside di sospendere Kaitlyn Juvik, sia stato un insegnante che si sarebbe sentito a disagio vedendo la studentessa in classe che indossava una magliettina nera che lasciava scoperte le spalle, tanto da ritenerlo un abbigliamento sfrontato.

La ragazza ha postato sui social la maglia che indossava quel giorno in cui il preside l’ha chiamata in ufficio, contestandole la violazione del codice di abbigliamento, e a prima vista pare non ci sia davvero nulla di sfrontato.

Per mostrare il loro sostegno a Kaitlyn, diverse studentesse il venerdì prima di andare alle lezioni si sono tolte il reggiseno in una protesta silenziosa. Pare che siano stati coinvolti anche i loro compagni che questa settimana indosseranno i reggiseni sopra le loro magliette.

Tuttavia, secondo quanto riporta il Mirror, sembra che il preside della scuola, Steve Thennis, abbia dichiarato che l’adolescente non è stata rimproverata per il fatto che non indossasse uno degli indumenti intimi. Invece, le fu chiesto di coprirsi dopo che qualcuno nell’istituto aveva espresso che il suo abbigliamento lo faceva sentire a disagio.

“Non ho intenzione di controllare gli indumenti intimi degli studenti. Stiamo solo chiedendo loro di vestirsi in modo appropriato e se ci sembra inadeguato, maschio o femmina che siamo, chiederemo loro di coprirsi”, ha detto il preside Thennis.

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