Usa. Presto il primo trapianto di pene su un giovane soldato reduce di guerra

Baltimora, Maryland (USA), 9 dicembre 2015 – Nel giro di pochi mesi, al massimo un anno, un giovane soldato reduce della guerra in Afghanistan, che ha riportato un’orribile ferita ai genitali sarà il primo paziente americano sottoposto a trapianto di pene, un intervento chirurgico sperimentale mai eseguito negli Stati Uniti.

[easy_ad_inject_1]l primo trapianto di pene sarà eseguito presso la Johns Hopkins University School of Medicine di Baltimora, nel Maryland, e a guidare l’équipe di specialisti sarà il dottor Andrew Lee, direttore di chirurgia plastica ricostruttiva, che ha ottenuto il permesso di effettuare 60 procedure di questo genere.

L’organo da trapiantare proverrà da un donatore deceduto. Ora il compito degli specialisti è quello di effettuare tutti i controlli necessari e mettere le tecniche atte a garantire al paziente una corretta funzione urinaria, la sensibilità dell’organo trapiantato e la possibilità di avere rapporti sessuali.

Secondo il Registro Traumi del Dipartimento della Difesa americano, sono 1367 i militari che, dal 2001 al 2013, hanno subito ferite ai genitali nelle missioni in Iraq e Afghanistan. Quasi tutti sono sotto i 35 anni e hanno subito traumi causati da bombe artigianali o latri ordigni esplosivi, e molti di loro hanno perso in tutto o in parte pene e testicoli, subendo quello che i medici definiscono una lesione genito-urinaria.

“Queste lesioni genito-urinarie non sono cose di cui sentiamo parlare molto spesso. Penso che tutti siano d’accordo su quanto sia devastante la sofferenza dei nostri soldati, per un giovane tornare a casa a soli 20 anni con la zona pelvica completamente distrutto è davvero orribile”

ha detto il dottor Andrew Lee, direttore di chirurgia plastica e ricostruttiva presso la Johns Hopkins.

Gli specialisti spiegano che se il trapianto di pene andrà a buon fine si spera che la funzione sessuale del paziente possa essere recuperata una volta che i nervi e i grandi vasi sanguigni dell’organo trapiantato al destinatario saranno in grado di crescere al ritmo di 2,5 cm al mese, un processo che comunque potrebbe durare diversi mesi.

L’università monitorerà i risultati e deciderà se rendere il trapianto di pene un trattamento standard. I rischi maggiori, come quelli di qualsiasi altro tipo di trapianto, comprendono sanguinamento, infezione e la possibilità che i farmaci necessari per prevenire il rigetto del trapianto aumentino le probabilità di cancro.

Il dottor Lee ha avvertito che i pazienti devono essere realistici e non “pensare di poter recuperare tutto”.

“Alcuni sperano di procreare. Credo che questo sia un obiettivo realistico”

ha detto il dottor Lee.

Solo altri due trapianti di pene sono stati riportati in riviste mediche: uno fallito in Cina nel 2006 e uno riuscito con successo in Sud Africa lo scorso anno.

Autore: Vincent Dimaggio

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