Vaccini. In Italia le vaccinazioni sono disomogenee. Lo rivela il report “Prevenzione vaccinale” di Osservasalute

Roma, 20 giugno 2015 – Vaccinazioni in Italia non uguali in tutte le regioni e poca fiducia degli italiani ai vaccini. E’ questo, in estrema sintesi, il dato che emerge dal Report “Prevenzione vaccinale” pubblicato dall’Osservatorio Nazionale sulla Salute nelle Regioni Italiane, diretto da Walter Ricciardi e presentato ieri mattina al Policlinico Gemelli di Roma.
[easy_ad_inject_1] Dal report emerge una disomogeneità territoriale nell’offerta vaccinale, oltre che la necessità di riorganizzare i servizi e di migliorare la qualità delle informazioni per permettere il passaggio da un regime di obbligatorietà a un regime di raccomandazione al fine di allinearsi alle politiche sanitarie di altri Paesi come per esempio Germania, Spagna e Regno Unito.

Sul fronte della disomogeneità delle vaccinazioni si fa l’esempio della vaccinazione anti-Hpv alle ragazze nel 12esimo anno di vita, introdotta nel 2007, ma che è stata oggetto di differenze temporali di avvio dell’offerta gratuita nelle singole Regioni o Province autonome, oltre che nel limite massimo di età oltre il quale la gratuità non è più prevista.

“L’obbligatorietà vaccinale è un tema molto discusso”, ha detto Maria Luisa Di Pietro, co-autrice del Report “oggi l’attenzione dovrebbe essere spostata verso il dovere morale del cittadino e, più in particolare, dei genitori se riferito alle vaccinazioni per l’infanzia”.

Walter Ricciardi, Direttore di Osservasalute ha dichiarato “Oggi le vaccinazioni sono a un punto di svolta. La pratica vaccinale è l’intervento di Sanità Pubblica più efficace al mondo, dopo l’acqua pulita, per promuovere la buona salute e salvare vite umane. È per tale motivo che risulta fondamentale l’unione di tutta la comunità scientifica per diffonderne il valore grazie, anche, al supporto di strumenti evidence-based”.

Alessandro Solipaca, Segretario scientifico di Osservasalute e Co-autore del Report Prevenzione vaccinale ha dichiarato: “L’uso appropriato determina la riduzione dei costi globali per la gestione delle patologie, per cui, fondamentale,è l’allocazione delle risorse nel predisporre interventi preventivi finalizzati a evitare l’evento malattia e il ricorso al Servizio Sanitario Nazionale per finalità di cura”.

Il sito del Ministero della Salute dedica una sezione al calendario vaccinale, vale a dire la successione cronologica con cui vanno effettuate le vaccinazioni.
“Il calendario costituisce un’utile guida per gli operatori sanitari dei servizi vaccinali, i pediatri e i medici di medicina generale e anche per i genitori, ma rappresenta, soprattutto, lo strumento per rendere operative le strategie vaccinali.” Si legge sul sito del Ministero nel presentare il calendario “Le vaccinazioni comprese nel calendario vaccinale sono gratuite.” aggiunge.

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Autore: Donato Paolino

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