Vatileaks 2. Slittano le udienze. Padre Albanese: “i due libri hanno messo il Papa in difficoltà”

Città del vaticano, 7 dicembre 2015 – Doveva essere un processo veloce in Vaticano da chiudersi entro l’inizio del Giubileo, quello sulla fuga di documenti riservati della S.Sede e denominato dai media “Vatileaks 2” e invece oggi i giudici hanno deciso un rinvio a data da destinarsi, evento che fa risultare piuttosto difficile ipotizzare quando si giungerà ad una sentenza.

[easy_ad_inject_1]L’udienza di oggi, infatti, ha visto i giudici “accettare una serie di eccezioni e tutto viene spostato a data da definirsi. Devono fare una serie di controlli, non c’è stato alcun interrogatorio”. E’ quanto affermato ai giornalisti da Emiliano Fittipaldi, imputato con Gianluigi Nuzzi per aver diffuso notizie riservate attraverso i loro due libri, “Via crucis” e “Avarizia”. uscendo dalla Città del Vaticano dove si è svolta l’udienza sulla fuga di documenti riservati della S.Sede.

Il Tribunale Vaticano ha ammesso tutti i testimoni richiesti dalle difese. Mons.Vallejo Balda ha citato in aula Mario Benotti, indagato nell’inchiesta della Procura di Terni confluita a Roma; Chaouqui, oltre ai cardinali Parolin e Abril, l’elemosiniere mons. Konrad Krajewski, mons. Paolo Lojudice, Lucia Ercoli e padre Vittorio Trani. Nicola Maio ha citato mons. Alfredo Abbondi della Prefettura economica. Nuzzi porterà Paolo Mieli, Paolo Mondani e i librai Marco Bernardi e Paola Brazzale. Fittipaldi non porta testimoni.

Il Tribunale ha inoltre dichiarato inammissibile la richiesta della difesa di mons. Vallejo Balda di effettuare una “perizia psicologica” sull’imputato, in quanto tale esame non è previsto dall’ordinamento. Ha ammesso invece l’acquisizione agli atti di una perizia psichiatrica cui si è sottoposto lo stesso mons. Vallejo, tuttora detenuto in cella in Vaticano.

Francesca Immacolata Chaouqui risponde ai cronisti sulla attesa eventuale di un provvedimento di grazia da Papa Francesco: “Non mi attendo nulla dal Pontefice e comunque qualsiasi gesto non è quello che voglio. Sono innocente e voglio essere dichiarata tale, non si graziano gli innocenti, ma si assolvono”.

Padre Albanese, giornalista e missionario comboniano che ha accompagnato Papa Francesco nel suo viaggio in Africa, intervistato nella puntata di oggi di Mix 24 su Radio 24 ha dichiarato: “Io sono fiducioso, sono convinto che questi giornalisti (Nuzzi e Fittipaldi, ndr), nel corso di questo processo, dimostreranno la loro innocenza, la loro estraneità ai fatti loro imputati. Una cosa è certa: solo su una cosa sento davvero istintivamente di dovermi esprimere; anche perché, tengo a precisarlo, io sono il primo, come giornalista, a credere fino in fondo nella libertà di stampa, ci mancherebbe, e guai a lasciare la notizia nel cassetto. Il discorso è un altro. Quando loro dicono che hanno pubblicato questi libri, questi materiali, questi documenti, per aiutare il Papa, beh, me lo lasci dire: io ho dei seri dubbi. Per quale motivo? Perché innanzitutto Papa Francesco era ben informato e l’ha detto a chiare lettere. Dopodiché, inutile nasconderselo, in questo modo hanno messo in difficoltà il Santo Padre, e peraltro gettando discredito, lo si voglia o no, sulla Chiesa istituzione, una Chiesa che comunque Papa Francesco rappresenta”.

Autore: Donato Paolino

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