Venezia. Luigi Brugnaro mette all’indice i testi “gender” diffusi negli asili

Venezia, 25 giugno 2015 – Non ci sarà più “genitore 1” e “genitore 2” nei libri “gender” diffusi nelle scuole materne dalla precedente amministrazione comunale. Si ritorna a “Mamma e Papà”.

[easy_ad_inject_1] Lo ha annunciato il neo sindaco di Venezia Luigi Brugnaro durante la conferenza stampa di presentazione delle celebrazioni per i 500 anni dalla morte dell’editore Aldo Manuzio.

“Ho fatto togliere tutti i libri “gender” dalle scuole materne, l’educazione in questo campo compete alle famiglie – ha detto Brugnaro – Ho dato mandato di eliminare i libri “genitore 1, genitore 2”, a casa propria ognuno può fare quello che vuole, nelle scuole va tenuto presente la volontà della maggioranza per cui ci sono solo “mamma e papà””

E’ questo dunque uno dei primi atti del nuovo sindaco che aveva promesso già in campagna elettorale di occuparsi dei libri gender negli asili.

“L’avevo detto in campagna elettorale e l’ho semplicemente fatto: ho dato indicazione perché vengano ritirati dalle scuole comunali – resteranno naturalmente nelle biblioteche – i libri gender, genitore 1 e genitore 2: sono temi che non devono riguardare i bambini, materie da lasciare ai loro genitori, nella piena libertà di scelte degli adulti”.

Ciò non toglierà alle famiglie di occuparsi della migliore educazione dei figli: “Sono per la massima integrazione di tutti i bambini ma sono i genitori ad occuparsi della loro educazione”, ha concluso Brugnaro.

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Autore: Donato Paolino

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Un pensiero riguardo “Venezia. Luigi Brugnaro mette all’indice i testi “gender” diffusi negli asili”

  1. Grazie brugnaro che non rendi gli esseri umani dei robot asessuati con targa numerata, genitore 1, 3, 54! Difendo e rivendico l’ identita’ di madre , il mio sforzo, il pericolo che ho corso, la mia fatica quotidiana e la fiera trasmissione dei miei geni. Nessuna pecora dolly, nessun dio denaro che ha comprato la creazione di mio figlio. Democraticamente dono meraviglioso e gratuito della natura. Chiamatemi per quello che sono, una madre e non un genitore 1 o 2.

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