You are here
Home > Salute > Videogiochi: un uso eccessivo potrebbe causare l’Alzheimer. Sarà vero?

Videogiochi: un uso eccessivo potrebbe causare l’Alzheimer. Sarà vero?

Fallback Image

Montréal (Canada), 21 maggio 2015 – Videogiochi ancora una volta sotto accusa, anche se stavolta mancano non poche evidenze scientifiche a supporto delle tesi addotte. Secondo un recente studio chi trascorre molto tempo a giocare ai videogiochi potrebbe essere a maggior rischio di sviluppare disturbi psichiatrici o malattie come l’Alzheimer. Dalla ricerca, condotta dal professor Greg West dell’Università di Montreal e pubblicato pubblicato negli Atti della Royal Society britannica, emergerebbe che coloro che trascorrono fino a sei ora alla settimana a giocare con videogiochi particolarmente impegnativi, come quelli d’azione e con scene di violenza, sovraccaricano di lavoro una particolare regione del cervello, l’ippocampo, provocandone una riduzione del volume, una condizione associata a disordine da stress post-traumatico, depressione e schizofrenia.

[easy_ad_inject_1]Lo studio sta ricevendo non poche critiche, in quanto non avrebbe dimostrato alcun legame tra videogiochi e morbo di Alzheimer, poiché i ricercatori canadesi non avrebbero analizzato le demenze in sé, né effettuato test clinici. Tuttavia, sarebbero giunti alle loro conclusioni con una serie di salti logici che li portano ad affermare che trascorrere molto tempo a giocare con i videogiochi esporrebbe ad un aumento del rischio di sviluppare l’Alzheimer.

Il team di ricercatori canadesi avrebbe confrontato il modo in cui un gruppo di 26 giocatori assidui apprende e presta attenzione rispetto ad un gruppo di 33 non giocatori. Non a caso hanno scoperto che i giocatori si comportano diversamente. Hanno anche usato l’elettroencefalografia per dimostrare che un’onda cerebrale chiamata N2PC è diversa nei giocatori, e che influenza i loro risultati comportamentali.

Tutto questo affascina da un punto di vista scientifico. Ma dov’è il collegamento con le demenze?
Ebbene, i ricercatori spiegano che il tipo di apprendimento mostrato dai giocatori è stato associato in diversi studi precedenti con un maggiore uso di una regione del cervello, chiamata nucleo caudato, che solitamente viene associato ad una riduzione del volume dell’ippocampo.

Il volume ridotto dell’ippocampo può essere associato ad un aumento del rischio di sviluppare l’Alzheimer, perciò, sostengono i ricercatori canadesi, giocare troppo ai videogiochi potrebbe aumentare il rischio di sviluppare la malattia di Alzheimer. Ed ecco che con un bel salto mentale, i ricercatori hanno trovato il loro bel collegamento logico tra videogiochi e Alzheimer.

“La ricerca ha dimostrato che i giocatori di videogiochi d’azione sviluppano nel tempo un’abilità di attenzione visiva più efficiente. Il nostro studio conferma ancora questa evidenza. Noi, però, abbiamo anche scoperto che i giocatori di videogiochi usano strategie di navigazione che si basano sul nucleo caudato del cervello in misura molto maggiore rispetto ai non giocatori. Precedenti ricerche hanno dimostrato che un maggior utilizzo del nucleo caudato comporta una minore sostanza grigia e una minore attività cerebrale funzionale nell’ippocampo. Questo significa che le persone che trascorrono molto tempo a giocare con videogiochi d’azione potrebbero vedersi ridurre il volume dell’ippocampo, che è associata ad un aumento del rischio per le malattie neurologiche come il morbo di Alzheimer”

ha spiegato il dottor Gregory West, dell’Università di Montreal.

A detta dei critici, come riporta il The Guardian, i ricercatori non avrebbero riscontrato in tutti i soggetti testati lo stesso risultato, in quanto il loro studio non ha analizzato l’attività nel nucleo caudato. Il team avrebbe invece analizzato un tipo di comportamento che studi precedenti hanno associato con l’attività nel nucleo caudato. C’è un enorme abisso tra dunque tra questi due tipi di analisi etra un’affermazione e l’altra.

[easy_ad_inject_2]
Vincent Dimaggio
Le mie ultime notizie. Sono un news blogger appassionato di notizie e sono l'autore di questo sito web. Dal 2001 ho collaborato con numerosi siti di divulgazione e informazione sia generalista che di settore.. Per qualsiasi informazione o se vuoi aiutarmi a far crescere questo sito contattami su notizie@notiziefree.it
http://www.notiziefree.it

Similar Articles

Lascia un commento


Top