Vincenzo De Luca indagato per corruzione si difende: “Io parte lesa”. Pm: “De Luca minacciato”

Napoli, 11 novembre 2015 – Il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, si difende e si dice completamente estraneo ai fatti contestatigli dalla Procura di Roma nell’ambito dell’inchiesta per un presunto caso di corruzione per induzione.

[easy_ad_inject_1]”In relazione all’annunciata indagine nei miei confronti, nel dichiarare senza alcun margine di equivoco la mia totale estraneità a qualunque condotta meno che corretta, chiarirò ogni aspetto” scriveva ieri il presidente De Luca sulla sua pagina Facebook sottolineando che è sua intenzione fare in modo che si accendano su questa vicenda i riflettori nazionali, trovandosi nella posizione di chi non sa di cosa si stia parlando.

De Luca precisa di aver già dato incarico al suo avvocato per chiedere di essere sentito dalla competente autorità giudiziaria.

“Per me, come per ogni persona perbene, ogni controllo di legalità è una garanzia, non un problema. E su questo, come sempre, lancio io la sfida della correttezza e della trasparenza”

scrive il governatore che stamattina nel corso della conferenza stampa ha dichiarato di non essere a conoscenza di nulla in merito ai fatti al centro dell’inchiesta della Procura romana e di non conoscere le persone indagate.

In particolare il governatore della Regione Campania sottolinea con forza di non conoscere in alcun modo Guglielmo Manna, marito del giudice Anna Scognamiglio al centro dell’inchiesta della Procura di Roma nella quale De Luca è indagato insieme alla coppia, e al suo braccio destro, Nello Mastursi, che nei giorni scorsi si è dimesso da capo della segreteria del presidente della Campania, e a Giuseppe Vetrano, organizzatore della lista “Campania libera” in Irpinia..

“Io sono parte lesa, ma sto con i Pm. Sostengo pienamente l’azione della magistratura e la invito ad andare avanti in tempi brevi. E’ solo un massacro mediatico. Da Napoli lanciamo la sfida della trasparenza. A Napoli le paludi della clientela politica e del malaffare sono prosciugate. Da qui lanciamo a tutta Italia la sfida della correttezza e del rigore amministrativo spartano. E’ finita la Regione delle clientele politiche. Le nomine sono state istruite dall’ufficio di gabinetto e io non conosco nessuno di coloro che sono stati chiamati a incarichi di direzione. E’ cambiato tutto, e cambierà ancora di più”

ha detto De Luca in conferenza stampa.

Intanto il giudice coinvolto nel presunto atto corruttivo fa sapere mediante il suo legale di non conoscere direttamente De Luca, essendo stata solo relatore del collegio dei giudici, e di non aver mai chiesto favori per il marito col quale vive da mesi separati in casa per il bene dei figli, ma che entrambi vivono vite separate, anche sentimentalmente.

Il reato contestato dalla Procura capitolina a De Luca è di corruzione per induzione. Il presidente della Regione Campania, secondo i pubblici ministeri titolari dell’inchiesta, sarebbe stato minacciato di una sentenza a lui sfavorevole, quella che riguardava l’applicazione della legge Severino, per una nomina nella sanità campana, a favore del marito del magistrato, che non è mai avvenuta.

I pm nel capo di imputazione scrivono che De Luca sarebbe stato minacciato da una decisione negativa del Tribunale di Napoli, se non avesse provveduto a una nomina nella Sanità campana. Il procuratore Pignatone, sottolinea che comunque la sentenza del Tribunale di Napoli “non è oggetto di esame da parte della Procura”. Intanto gli inquirenti stanno esaminando i documenti sequestrati nelle perquisizioni degli indagati, eccetto De Luca che non ha subito alcuna perquisizione.

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Autore: Vincent Dimaggio

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