Violenza sessuale a Monte San Savino (Arezzo). Ragazza 30enne violentata tutta la notte in un casolare

Arezzo è sotto choc per il drammatico caso di violenza sessuale perpretata da almeno uno stupratore di origine nord africana ai danni di una ragazza 30enne aretina, avvenuta in un casolare in zona Tegoleto a Monte San Savino, comune italiano di 8770 abitanti della provincia di Arezzo in Toscana.

Inizialmente si era parlato di tre stupratori ma le notizie ultime parlano di un solo violentatore, magrebino e spacciatore di droga. Insieme a lui ci sarebbero stati due altri suoi compagni ma non avrebbero assistito alla scena essendo defilati all’interno della casa.

La tragedia è avvenuta mercoledì scorso quando la giovane era giunta al casolare. Sarà ritrovata la mattina dopo per strada sotto choc con ematomi e lesioni in diverse parti del corpo. Trasportata all’Ospedale San Donato di Arezzo, la donna ha raccontato di essere stata violentata. I sanitari hanno dunque allarmato la squadra mobile e il pool dei reati sessuali della procura che hanno condotto le indagini sotto il coordinamento del pm, Alessandra Falcone.

Secondo il racconto reso dalla ragazza, il nordafricano l’avrebbe convinta a fermarsi per la notte. Quando la ragazza si è addormentata il pusher sarebbe entrato nella sua camera e l’avrebbe ripetutamente violentata.L’uomo sarebbe stato identificato e la polizia è sulle sue tracce.

Dalle informazioni che trapelano sui media locali l’uomo non sarebbe un clandestino in quanto possessore di regolare permesso di soggiorno.

Matteo Salvini, leader della Lega attacca su Facebook Laura Boldrini: “Una ragazza è stata sequestrata e violentata per una notte in un casolare della Valdichiana (Arezzo) da tre immigrati nordafricani. Tre “risorse” boldriniane da castrare, chimicamente. Forse dovevo nascondere la notizia, sennò mi dicono “sciacallo”…”

Non tarda la replica del presidente della Camera: che parla di affermazioni “incommentabili” e cita quanto scritto nella lettera inviata al segretario del Partito laburista, Jeremy Corbyn, per esprimere il cordoglio per l’omicidio di Jo Cox. Una donna, ricorda tra l’altro, che “ha lottato tutta la vita per una società aperta, in un periodo in cui l’odio si diffonde, anche attraverso la rete. La sua morte ci mostra come alle minacce e ai discorsi di odio nella sfera pubblica e sui social media possano talvolta seguire azioni criminali” conclude Laura Boldrini.

Autore: Donato Paolino

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