Virus più pericolosi di mattina, durante i turni di notte e con il jet lag

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I virus non sarebbero pericolosi nello stesso modo in ogni momento. Secondo i ricercatori ci sarebbero momenti in cui i virus sarebbero più pericolosi per l’uomo, o meglio l’uomo sarebbe più esposto all’azione dei virus e dunque più vulnerabile: i momenti peggiori sarebbero la mattina, durante i turni di notte e mentre si subisce l’effetto del jet lag, ossia quella disincronosi circadiana che si soffre quando si fanno lunghi viaggi in aereo.

A sostenere questa tesi è un gruppo di ricercatori dell’università di Cambridge coordinati che hanno pubblicato uno studio su Pnas a firma di Rachel S. Edgar, Alessandra Stangherlin, Andras Nagy D., Michael P. Nicoll, Stacey Efstathiou, John S. O’Neill, e Akhilesh B. Reddy.

L’organismo umano è più vulnerabile di mattina e quando si verifica un’alterazione dei ritmi circadiani che durano 24 ore e che normalmente regolano le fasi di sonno-veglia, il ritmo cardiaco, le secrezioni ormonali, la pressione sanguigna o la risposta immunitaria.

Secondo lo studio i virus riescono a infettare un corpo di mattina in media 10 volte più facilmente rispetto ad altri momenti della giornata. Inoltre test su animali dimostrerebbero che l’improvvisa alterazione dei ritmi circadiani, come nel caso del jet lag o di particolari turni di lavoro va a rendere l’organismo più vulnerabile all’azione dei virus.

“L’orologio circadiano coordina la nostra fisiologia” – si legge nello studio – L’interruzione del ritmo circadiano, come avviene durante i turni di lavoro, aumenta il rischio di malattie croniche….Abbiamo dimostrato che il tempo del giorno per l’infezione da virus ha un forte impatto sulla progressione della malattia, in modelli cellulari, così come negli animali, mettendo in evidenza il ruolo chiave che gli orologi cellulari giocano in questo fenomeno. L’interruzione dell’orologio porta ad una maggiore replicazione del virus e la sua diffusione, indicando che la gravità delle infezioni acute è influenzata dal cronometraggio circadiano.”

Si tratta di una scoperta importante in quanto si può meglio agire in via di prevenzione per esempio somministrando il vaccino antinfluenzale in via prioritaria proprio a chi deve affrontare i turni di notte.

oppo tardi nella giornata, ha più possibilità di fallire perché è come se si cercasse di colpire una fabbrica dopo che gli operai sono già tornati a casa.

Akhilesh Reddy spiega alla alla Bbc online che i virus hanno bisogno di tutto l’apparato cellulare” della loro ‘vittima’ e “hanno la necessità che questo funzioni al meglio”. E gli esperimenti sugli animali mostrano che “di mattina anche una piccola infezione può prendere piede più velocemente e colonizzare l’organismo” bersaglio”.

Inoltre il team di ricerca nel cercare di approfondire con lo studio sui roditori i legami fra rischio di infezione virale e orologio biologico, hanno visto che c’è un gene, il Bmal1 che ha una funzione “scudo” sui virus, ma che ha il suo picco massimo di attività nel pomeriggio. Ciò giustificherebbe il fatto che la mattina l’uomo sia più vulnerabile ai virus. Inoltre il Bmal1 sarebbe meno attivo d’inverno, e questo spiegherebbe perché ci si ammala maggiormente con il freddo.

La domanda sorge spontanea: quanto è esposto ai virus colui o colei che fa il turno di notte su un aereo transoceanico e atterra a destinazione di mattina?

Autore: Donato Paolino

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